
RIFIUTI TOSSICI SMALTITI COME NORMALE IMMONDIZIA, IL BUSINESS PRO.GEST
Data: Domenica, 11 luglio @ 07:20:46 CEST Argomento: Ambiente
Rifiuti tossici smaltiti come normale immondizia: il mega business della Pro.Gest. Ma il Procuratore Gay specifica: "Questa volta la camorra non c'azzecca"
Caserta 11 luglio 2010 - Smaltivano i rifiuti in discariche pagando un prezzo minore rispetto a quello previsto per il trattamento. Poi, grazie a 'girobolla' con dati falsi, i rifiuti finivano nelle discariche di Roccasecca e Morolo e in provincia di Pistoia. Per questo i 14 arrestati sono accusati a vario titolo di traffico illecito di rifiuti, falso e truffa. L'inchiesta dell'aggiunto Luigi Gay e del pm Marco Guarriello, è emerso che c'era chi, come Marco DeGregorio, aveva solo su carta la funzione di responsabile dell'azienda Pro. Gest spa di Gricignano di Aversa, l'azienda abilitata al trattamento dei rifiuti con impianti definiti dalla procura di Santa Maria Capua Vetere "rudimentali" per la depurazione e la gestione dei rifiuti liquidi. Il ruolo del responsabile dell'azienda era quello di approntare i 'mescoloni' di rifiuti aggiungendo liquami di vario tipo. Nel sistema messo in piedi dalla Pro.Gest, nessuno degli operatori oggetto delle indagini era, per la procura, in grado di smaltire correttamente, nelle forme disciplinate dalla legge, i rifiuti speciali anche pericolosi. Tra i rifiuti, batterie scariche oppure residui delle polveri utilizzate per spegnere gli incendi dei cassonetti nel periodo dell'emergenza rifiuti a Napoli e in Campania. L'indagine è durata oltre due anni, dall'inizio del 2008 fino a oggi. L'azienda disponeva solo di un trituratore, ma non aveva vasche o compartimenti per separare e differenziare le varie tipologie di rifiuti, non impianti per depurare e stabilizzare i fanghi e i liquidi, non aveva linee per selezionare i metalli e le plastiche e nonostante ciò continuava a raccogliere commesse e a ritirare presso i suoi stabilimenti scorie e materiali di ogni tipo, sempre al motto di "tutto si può trattare e smaltire" e che "è solo una questione di prezzo", come riferisce Giuseppe Capece in una conversazione del maggio 2008 intercettata sulla sua utenza dai carabinieri che indagavano sullo smaltimento illecito di rifiuti. Per il gip del tribunale di Napoli, Antonio Baldassarre, le altre imprese che lavoravano con la Pro.Gest. "hanno dimostrato di compiere buona parte dei loro affari proprio con lo smaltimento illecito di rifiuti che esse non potrebbero ricevere e trattare: è il caso della SE.IN. di Morolo e della MAD di Roccasecca, gestite in pratica dalla medesima dirigenza, le quali operando insieme, assicuravano che dei rifiuti pericolosi non conferibili in discarica si trasformassero - solo sulla carta e attraverso dei documenti assolutamente falsi - in altri che invece apparivano idonei a essere riportati presso l'impianto della MAD". E' il caso, per i magistrati della procura, della SEAM s.r.l. della provincia di Arezzo e della Pistoiambiente della provincia di Pistoia, autorizzate come semplice sversatoio di rifiuti non pericolosi, le quali ricevevano e smaltivano i rifiuti provenienti da Gricignano con l'unica preoccupazione di nasconderne la provenienza dalla Campania. •(riproduzione riservata, utilizzabile solo con autorizzazione)•
INDESIT ROTTURA FRA AZIENDA E SINDACATI PER SPOSTAMENTO PRODUZIONE NEL CASERTANO
CASERTA, 10 LUGLIO 2010 - La rottura fra azienda e sindacati si e' consumata nell'incontro di ieri a Roma sul piano di investimenti e consolidamento delle attivita' produttive del gruppo elettrodomestico in Italia, che prevede la chiusura dei due stabilimenti del nord, in cui lavorano 550 addetti. L'obiettivo della Indesit e' trasferire le produzioni di Brembate (300 mila lavatrici a carica dall'alto l'anno) e Refrontolo (10 mila piani di cottura speciali) negli impianti di Teverola (Caserta) e Fabriano. Contro il piano, che nel triennio 2010-2012 promuove investimenti per 120 milioni di euro, i sindacati hanno indetto una serie di scioperi articolati (l'ultimo ieri a Melano) e il blocco dei magazzini di Brembate e Refrontolo, che prosegue ormai da un mese. Ieri l'azienda aveva chiesto di sospenderlo, Fiom, Fim e Uilm hanno rifiutato e la trattativa e' saltata. In un comunicato, la Indesit afferma che l'''azione di forza'' che impedisce di evadere gli ordini dei clienti, ''non solo colpisce produzioni gia' in difficolta', ma potenzialmente pregiudica lo sviluppo stesso del progetto del loro consolidamento''. Gli investimenti, ''destinati all'innovazione di prodotto e di processo, sono diretti soprattutto a focalizzare la missione degli stabilimenti italiani del gruppo su produzioni ad alto contenuto tecnologico'', con il rilancio della competitivita' degli stabilimenti italiani, anche attraverso ''l'accorpamento negli impianti del centro-sud Italia di alcune produzioni, mirate a rendere sostenibile l'assetto industriale''. Da parte aziendale, ''c'e' la volonta' di voler proseguire con i sindacati un confronto aperto e leale'', e l'auspicio che ''in questa delicata fase negoziale'' i rappresentanti dei lavoratori ''vogliano ragionevolmente abbandonare forme di protesta che non solo minano la serenita' della discussione ma, in un mercato debole e in una fase critica, generando ulteriori perdite di volumi e di consegne che difficilmente potranno essere recuperate, mettono in serio pericolo l'eseguibilita' stessa del piano industriale e dei relativi investimenti''. Ma Fiom, Fim e Uilm respingono l'ipotesi di un piano di rilancio che passi attraverso la dismissione di due siti produttivi, e mettono in calendario un nuovo pacchetto di scioperi e una manifestazione nazionale che dovrebbe tenersi il 23 luglio a Fabriano.
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