UCCISO PER DIFENDERE MERCEDES /2: DOLORE IN IRPINIA
Data: Sabato, 30 ottobre @ 09:46:08 CEST
Argomento: Cronaca




Una intera comunità incredula e piegata dal dolore piange Domenico Fierro, il 47/enne funzionario delle poste ucciso da un bandito mentre tentava di impedire il furto della sua auto in un'area di servizio di Maddaloni (Caserta). A Rotondi, piccolo centro irpino della Valle Caudina, al confine con la provincia di Benevento, i 3.500 concittadini di "Mimmo", come la vittima veniva affettuosamente chiamata, si sono stretti intorno alla famiglia e domani pomeriggio, alle 15.30 parteciperanno ai funerali che saranno officiati dal parroco don Angelo Gallo nella chiesa dell'Annunziata. Davanti alla villetta di via Pietro Nenni, dove Fierro tornava ogni sera dopo il lavoro che da anni svolgeva come funzionario presso l'agenzia delle Poste Caserta 2, continua una sorta di permanente presidio della solidarietà da parte di amici e parenti nei confronti della moglie, Annunziata Mainolfi, e dei due giovani figli di 18 anni e di 17 anni: il ragazzo, giovanissima promessa della pallavolo, ha appreso la notizia della morte del padre mentre si trovava in Umbria dove svolge uno stage ed è giunto a Rotondi durante la scorsa notte. Domenico Fierro era molto conosciuto e apprezzato in paese e nei centri della Valle Caudina per le sue qualità professionali e soprattutto per le sue doti umane. Quando ieri mattina si è diffusa la notizia della tragedia, molte persone si sono recate in ospedale a Caserta, dove Fierro era stato trasportato: tra questi gli amministratori del comune di Rotondi e molti colleghi di lavoro. Giuseppe Simeone, originario di Cervinara e vice direttore regionale dell'Ente Poste che fino allo scorso mese di marzo ha viaggiato in auto insieme a Domenico Fierro per raggiungere Caserta ricorda: "Ci siamo fermati centinaia di volte a quel maledetto distributore. Per anni abbiamo creduto che fosse un posto sicuro e invece per Mimmo si è rivelato fatale". La morte di Fierro fa anche salire la rabbia di decine e decine di pendolari che ogni giorno dalla Valle Caudina percorrono la statale Appia in direzione di Terra di lavoro e di Napoli. Non si contano infatti le rapine che vengono consumate ai danni degli automobilisti a tutte le ore del giorno e che spesso si concludono tragicamente. Il caso di Domenico Fierro è molto simile ad un altro terribile episodio accaduto il 7 ottobre del 2002 in un'altra area di servizio, in provincia di Caserta, a Pietra Vairano, dove due operai irpini di Castel Baronia, Antonio e Carmine Carifano, padre e figlio, vennero trucidati da una banda di cui facevano parte anche due albanesi, per essersi opposti al furto della loro Bmw. Gli assassini vennero arrestati e condannati a pene severe, mentre il presunto killer dei due operai, venne condannato all'ergastolo: ieri, nel giudizio di secondo grado davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Napoli, i giudici hanno riconosciuto al responsabile materiale del duplice omicidio le attenuanti generiche e lo hanno condannato a 20 anni di reclusione. "Li hanno uccisi un'altra volta" è stato l'amaro commento dei familiari delle due vittime.





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