Frode Monza-Caserta su Superbonus:crediti d’imposta inesistenti per oltre 40 mln
Data: Martedì, 17 marzo @ 23:00:29 CET
Argomento: Giudiziaria


Maxi frode sul Superbonus: crediti d’imposta inesistenti per oltre 40 milioni, perquisizioni tra Lombardia e Campania

Caserta, 17 marzo 2026 – Una presunta maxi frode legata al Superbonus 110% è al centro di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Monza, che ha portato a un vasto decreto di perquisizione nei confronti di imprenditori, professionisti e amministratori di condominio tra Lombardia e Campania.

Il provvedimento è stato sulla base degli elementi raccolti dalla Guardia di Finanza di Sesto San Giovanni, che delineano un articolato sistema fraudolento finalizzato alla creazione e alla cessione di crediti d’imposta inesistenti per oltre 41 milioni di euro.

Il sistema contestato

Secondo l’ipotesi accusatoria, al centro della vicenda vi sarebbe la ditta individuale riconducibile a Riccardo P., con il coinvolgimento del padre Antonio entrambi di Aversa, ritenuto amministratore di fatto.

I due avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti nei confronti di almeno 32 condomini distribuiti tra le province di Milano, Varese, Lecco, Napoli, Avellino e Caserta, per un imponibile complessivo superiore a 99 milioni di euro, oltre IVA.

Le fatture, secondo gli inquirenti, sarebbero state utilizzate per attestare lavori edilizi mai eseguiti o realizzati in epoca successiva, sfruttando il meccanismo dello sconto in fattura previsto dal Superbonus, al fine di generare crediti fiscali fittizi.

Una parte consistente di questi crediti, pari a oltre 32 milioni di euro, sarebbe stata successivamente ceduta a terzi, generando profitti indebiti e un ingente danno per l’Erario.

Il ruolo dei professionisti

Nell’inchiesta risultano indagati anche tecnici e professionisti come commercialisti, amministratori di condomini tra cui un avvocato di Caserta. In particolare, un architetto avrebbe falsamente asseverato lo stato di avanzamento dei lavori, certificando interventi mai eseguiti, mentre alcuni commercialisti avrebbero apposto i visti di conformità e trasmesso all’Agenzia delle Entrate le comunicazioni relative alla cessione dei crediti.

Secondo la Procura, tali condotte avrebbero indotto in errore l’amministrazione finanziaria, consentendo la creazione nei cassetti fiscali di crediti inesistenti per decine di milioni di euro.

Coinvolti anche amministratori di condominio

Tra gli indagati figura anche un amministratore di condominio operante nel milanese, accusato di aver contribuito al sistema ricevendo fatture false per oltre 43 milioni di euro e favorendo la generazione di ulteriori crediti inesistenti per più di 10 milioni.

Il meccanismo, secondo gli investigatori, avrebbe consentito ai condomini coinvolti di non sostenere alcun esborso economico, grazie all’utilizzo di documentazione contabile artefatta.

Le perquisizioni

Alla luce dei gravi indizi raccolti e del rischio di dispersione delle prove, la Procura ha disposto perquisizioni nei confronti di numerosi soggetti, tra cui imprenditori, professionisti e amministratori di condominio, nonché presso sedi operative e studi professionali.

Le operazioni mirano al sequestro di documentazione fiscale, asseverazioni tecniche, contratti di cessione dei crediti, registri condominiali e ogni altro elemento utile alla ricostruzione del presunto sistema illecito.

Le accuse

A vario titolo, agli indagati vengono contestati i reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti e truffa aggravata ai danni dello Stato, oltre a false attestazioni nell’ambito delle procedure legate al Superbonus.

L’indagine è tuttora in corso e mira a chiarire ruoli e responsabilità in un sistema che, secondo l’accusa, avrebbe sfruttato le agevolazioni fiscali per generare profitti illeciti di enorme entità.









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