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RIVIERA DOMIZIA: CERRITO TORNA ALL'ATTACCO CON LA 'GRANDE UTOPIA'


Caserta - Con il termine “utopista” si usa indicare qualcuno che è sognatore: in realtà l’utopista non è altro che un riformatore, colui che progetta e propone in netto anticipo ciò che migliorerà la condizione umana. Gaetano Cerrito, noto imprenditore casertano e conduttore televisivo dell’altrettanto affermato talk show “L’altra Italia” ritorna all’attacco parlando della “grande utopia”. Cerrito a quale utopia si riferisce? “Nella campagna elettorale risalente al 1996 Romano Prodi parlò di un’Italia dallo straordinario patrimonio storico-culturale, paesaggistico ed eno-gastronomico, da trasformare nella ‘California europea’. Più tardi, il governo Berlusconi ha spesso fatto del concetto di “industria turistica da sviluppare per la crescita italiana” uno dei suoi cavalli di battaglia. Utopie, ancora di là da venire; la mia utopia, quella contemplata in un progetto sperimentale che fu a due passi dall’essere realizzato (per il coinvolgimento di parlamentari, autorità di governo centrale e periferico), rivendica oggi – dopo le ultime elezioni politiche e amministrative – l’attenzione che merita per essere trasformata in realtà. Perché è l’utopia di un lembo di terra, la “riviera casertana”, la cui rinascita potrebbe far da traino per un progetto di più ampio respiro che coinvolga tutto il Sud del Paese”. Quale certezza ha Cerrito, che quella individuata nel suo progetto sia la giusta formula per il rilancio della “riviera casertana”? “La riviera domizia, con i suoi cinquanta chilometri di costa, che nulla hanno da invidiare alla più gettonata riviera romagnola, se non in termini di organizzazione generale, riesce a fatturare in un anno circa 700/800 miliardi delle vecchie lire: un granello di sabbia rispetto al fatturato della sorella più ricca, che di contro, introita circa ventimila miliardi, sempre delle vecchie lire(quasi equivalente agli importi delle passate finanziarie italiane. Ritengo quindi, che sia non più rinviabile voltare pagina, con l’assunzione di atteggiamenti, comportamenti e iniziative che viaggino al passo con i tempi, nel rispetto delle antiche e legittime aspettative delle genti del sud. I dati di cui sopra, relativi alla riviera romagnola, dimostrano chiaramente che una buona organizzazione, comprendente anche una sapiente ed illuminata regia e sinergia da parte del governo centrale del Paese che trovi terreno fertile presso gli enti locali, può creare una forte ricaduta di carattere occupazionale, riqualificazione e rilancio socio-economico, culturale ed ambientale”. Faccia degli esempi concreti da cui potrebbe scaturire il rilancio del territorio. “Gli esempi li faremo dettagliatamente nella sede opportuna. Che sarà un grande convegno in cui coinvolgeremo i parlamentari nazionali, i consiglieri e assessori regionali, i sindaci del territorio, nonché promoter e operatori turistici del nord, perché oggi dopo le elezioni politiche e amministrative, Governo e Opposizione, ognuno per la sua parte, trasformino in atti concreti i progetti rimasti sul tappeto. A dimostrazione, se non altro, del fatto che in tante belle parole dette sulla questione meridionale qualcuno ci crede veramente, e che tutto non è destinato a rimanere nel cassetto delle pie intenzioni, a partire dalla riviera casertana e terra di lavoro”. Cerrito, oggi, quale conduttore televisivo, ha potuto sperimentare gli effetti del comunicare oltre confine le mille potenzialità di un territorio, il Sud, che lei ha sempre difeso a spada tratta … “Nell’epoca dell’immagine e della comunicazione assume certamente una fortissima valenza esportare oltre i propri confini quanto di positivo c’è, e con questo potrebbe essere valorizzato. Il mezzo di informazione, e parlo anche delle due trasmissioni, L’Altra Italia e Speciale Altoparlante, è utile soprattutto a polarizzare l’attenzione dei media, del mondo politico istituzionale, della gente e dei grandi operatori economici. E’ quindi da considerare, nel caso specifico, un valore aggiunto per il decollo del progetto pilota cui si riferisce la mia utopia”. Cerrito a conclusione? “Gesù disse: chi non ha peccato scagli la prima pietra; è necessario ed improcrastinabile, che ognuno di noi faccia una rivisitazione del proprio io, per assumere responsabilità rispondenti alle legittime e tormentate aspettative delle nostre popolazioni, sono convinto, che il convegno che andrò a realizzare sarà motivato, aggregante e mi auguro vincente”. (5 settembre 2006-13:00)

 
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