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Il paradosso dei concerti a Caserta: lo scandalo dei parcheggi a 40 euro per vedere Gigi D’Alessio. Ma c’è chi paga pure per vedere il cantante Napoletano davanti alla Reggia ben 10 volte
Caserta 9 giugno 2026 - La città della Reggia, il palazzo Vanvitelli uno da 10 visitatori (quando si entra gratis o a Pasquetta così come gli spettatori di D’Alessio ma lo dice Vecchione l’organizzatore) torna a confrontarsi con i grandi numeri degli eventi dal vivo e, ancora una volta, riemerge con forza un problema ormai strutturale: la gestione dei parcheggi e l’incapacità della città di sostenere l’impatto dei grandi flussi di visitatori legati ai concerti di “Un’Estate da Belvedere”.
La persistente chiusura delle principali aree di sosta comunali — Pollio, piazza Carlo di Borbone e piazza IV Novembre — ha di fatto azzerato la capacità del capoluogo di assorbire eventi di massa, trasformando ogni appuntamento in un’emergenza logistica prevedibile ma mai risolta.
Nel vuoto lasciato dal sistema pubblico, il privato ha reagito senza alcun coordinamento, con un improvviso aumento delle tariffe che ha sorpreso cittadini e visitatori. Nei parcheggi privati che circondano l’anello del centro storico interessato dagli eventi, dove fino a pochi giorni prima la sosta giornaliera oscillava tra i 2 e i 3 euro, sono comparsi cartelli improvvisati con prezzi completamente stravolti.
Secondo le segnalazioni raccolte, si è arrivati a una media di 25 euro a vettura, con punte che toccano anche i 40 euro per lasciare l’auto in prossimità dei concerti. Una dinamica che ha immediatamente acceso polemiche e malumori tra residenti e turisti.
A denunciare la situazione è anche Onorato Damiano, delegato delle strutture extralberghiere di Confcommercio Caserta: «Gli ospiti ci segnalano parcheggi in cui sono stati chiesti anche 40 euro per lasciare l'auto. È un fenomeno che si sta ripresentando anche quest'anno e che rischia di penalizzare l'immagine della città agli occhi dei visitatori».
Il nodo centrale resta però la sproporzione evidente tra offerta culturale e gestione dei servizi collaterali. Si arriva infatti al paradosso per cui, in alcuni casi, il costo del parcheggio supera quello del biglietto stesso del concerto di Gigi D’Alessio, trasformando una serata di intrattenimento in una spesa complessiva ben più pesante del previsto.
Non si tratta solo di un problema di prezzi, ma di sistema. La mancanza di un piano organico della mobilità durante i grandi eventi scarica inevitabilmente ogni criticità sul privato, generando distorsioni che finiscono per danneggiare l’immagine della città e l’esperienza complessiva dei visitatori.
Non è escluso che nelle prossime ore possano essere disposti controlli mirati sulle tariffe applicate, ma il tema resta strutturale: senza una programmazione stabile della sosta e della gestione dei flussi, ogni grande evento continuerà a trasformarsi in un’occasione persa sul piano dell’organizzazione urbana.
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