nCaserta Sette - informazione - news - attualità - cronaca - sport - turismo - musica e arte - reggia di caserta - giornalisti - giornalismop - attualità - omicidi - rapine - storia di caserta - per caserta - in caserta - con caserta


Privacy Policy / Cookies


IL TG ON LINE E' OFFERTO DA


GUARDA QUI LE VIDEONEWS


TV LIBERE: GIORNALISTI DI CASERTA A MATRIX


Il Blog di Prospero Cecere


UFFICI STAMPA TOP TEN A CASERTA (New Entry)

  
  Collabora con Noi
  Per Aziende ed Enti
  La tua vicenda qui
  Archivio Giornali
  Gerenza
  Servizi Emittenti Tv
  Spot & Doppiaggi
  Archivio Servizi Tg
  I tuoi ricordi in Dvd
  Musica-Party-Sfilate
  www.sannioturismo.com



  Archivio news
  Argomenti
  Cerca nel sito
  Invia una news
  Lista iscritti
  Messaggi privati
  News
  Recommend_Plus
  Sondaggi
Tesorello Cold Case di camorra, 5 pentiti inattendibili: scarcerati in 3

I soliti pentiti inattendibili, questa volta ben 5. Delitto Tesorello, il Riesame annulla le misure cautelari per Simonelli, Tonziello e Di Puoti

Napoli, 8 maggio 2026 - Il tribunale del Riesame di Napoli ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli, Rosaria Maria Autieri, nei confronti di Raffaele Simonelli (detto Papele), Placido Tonziello (detto Ninuccio) e Armando Di Puoti (detto Armanduccio), arrestati nell’ambito dell’inchiesta sul delitto di Matteo Tesorello, titolare della concessionaria «Genny Auto», ucciso nell’aprile del 2004 tra Frignano e Villa di Briano. La decisione è arrivata al termine dell’udienza celebrata davanti del tribunale della Libertà, che ha annullato il provvedimento cautelare per tutti e tre gli indagati, per assenza dei gravi indizi di colpevolezza contestati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Al centro della decisione dei giudici vi sarebbe soprattutto la valutazione del materiale dichiarativo raccolto nel corso delle indagini. L’impianto accusatorio si fondava infatti in larga parte sulle dichiarazioni di almeno cinque pentiti, ritenute però non sufficientemente attendibili e convergenti dal collegio del Riesame. Tra i principali collaboratori figurava soprattutto Raffaele Bidognetti, (anche lui indagato con Marcello Ferrara, detto «Amaro Averna»), autore di dichiarazioni autoaccusatorie e accusatorie in relazione anche ad un altro delitto contestato nell’inchiesta: ovvero quello di Giovanni Borrata ucciso nel 1998 per errore al posto di Tesorello. Richiamate anche le dichiarazioni di Luigi Guida, che aveva riferito in particolare sul delitto Tesorello, oltre a quelle di Giuseppe Pagano, che avrebbe riportato circostanze apprese da Armando Di Puoti. Negli atti veniva inoltre indicato Luigi Tartarone quale ulteriore fonte di riscontro investigativo. Per l’omicidio Borrata, comparivano anche i nomi dei collaboratori Domenico Bidognetti, Anna Carrino e, in parte, Luigi Diana. L’inchiesta, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, aveva riportato alla luce uno dei «cold-case» di camorra più noti dell’Agro aversano. Secondo l’accusa, Matteo Tesorello sarebbe stato attirato con un inganno nei pressi di un impianto sportivo tra Frignano e Villa di Briano e lì assassinato con colpi d’arma da fuoco per faide interne al clan. Il corpo fu poi dato alle fiamme e nascosto all’interno di un’auto ritrovata alcuni giorni dopo. Impegnati nella difesa gli avvocati Alfonso Quarto, Maria Grazia Padula e Umberto Costanzo.


 
· Inoltre Giudiziaria
· News di redazione


Articolo più letto relativo a Giudiziaria:
USURA VIP A CASERTA:RESTANO IN CARCERE IL GIOIELLIERE TRONCO E GLI IMPRENDITORI

Punteggio medio: 0
Voti: 0

Ti prego, aspetta un secondo e vota per questo articolo:

Eccellente
Ottimo
Buono
Normale
Cattivo



 Pagina Stampabile  Pagina Stampabile

 Invia questo Articolo ad un Amico  Invia questo Articolo ad un Amico

www.casertasette.it