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Presenzano, dalle presunte intimidazioni all’inchiesta: la ricostruzione dei fatti
Presenzano, 28 aprile 2026 Un’escalation fatta – secondo la denuncia – di appostamenti sotto casa, telefonate anonime, messaggi sui social e pressioni sempre più insistenti. È da qui che prende forma la vicenda che ha scosso Presenzano, dopo l’esposto presentato dal sindaco Andrea Maccarelli (in una delle tante foto con l'ex consigliere regionale Giovanni Zannini a lui vicino), che nei mesi scorsi aveva segnalato alle forze dell’ordine una serie di comportamenti ritenuti intimidatori e persecutori.
L’indagine della Procura e le ipotesi di reato Un quadro che, nella fase iniziale delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino – guidata dal magistrato Carlo Fucci – ha portato a ipotizzare reati gravi come estorsione, turbata libertà degli incanti e atti persecutori, con l’ombra di presunti condizionamenti legati all’aggiudicazione di appalti pubblici.
L’arresto e le accuse Da qui il primo, drastico provvedimento: nella mattinata del 18 aprile scorso, i finanzieri della Tenenza di Sessa Aurunca hanno eseguito l’ordinanza del gip di Cassino, disponendo per Mirko Romanelli, 34enne imprenditore di Mignano Montelungo attivo anche attraverso società del settore edilizio e dei trasporti, la misura cautelare degli arresti domiciliari, accompagnata dall’interdizione dall’attività imprenditoriale per un anno.
Secondo l’impostazione accusatoria, l’indagato avrebbe messo in atto una strategia di pressione ai danni del primo cittadino, con l’obiettivo di ottenere vantaggi economici indebiti: tra questi, l’aggiudicazione di un appalto pubblico del valore di circa 2 milioni e mezzo di euro e il pagamento di oltre 40 mila euro per lavori ritenuti mai eseguiti.
Le presunte condotte contestate Le attività investigative avrebbero delineato un quadro fatto di presunti pedinamenti, appostamenti, telefonate anonime, messaggi sui social e contatti diretti sia presso l’abitazione privata del sindaco sia negli uffici comunali. Settimane di forte tensione che hanno spinto il primo cittadino a formalizzare la denuncia.
L’interrogatorio e la decisione del gip Davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Romanelli avrebbe respinto le accuse, esponendo la propria versione dei fatti e depositando documentazione ritenuta rilevante. Da qui la decisione del giudice di annullare l’ordinanza cautelare domiciliare per mancanza di esigenze cautelari.
Il fronte giudiziario resta aperto Resta ora aperto il fronte giudiziario nel merito delle accuse, mentre gli inquirenti proseguono gli accertamenti per chiarire definitivamente i contorni della vicenda.
Le attività imprenditoriali e il contenzioso civile Romanelli è titolare della Gmc Lavori e, a quanto si apprende, avrebbe avviato contro il Comune di Presenzano anche una causa civile di risarcimento per 630 mila euro, per la quale l’amministrazione comunale si è costituita in giudizio con una delibera dello scorso marzo.
La società, che registra un rilevante volume d’affari, ha realizzato diverse opere pubbliche soprattutto ai confini della provincia di Caserta, nel Lazio – in particolare tra Frosinone e Cassino – e in Molise, nella provincia di Isernia, oltre che in altre località italiane.
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