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Clinica Iatropolis: decesso parrucchiera, depositata perizia della Procura

Morte dopo intervento estetico, si avvia alla chiusura l’indagine su medici Clinica Iatropolis: decesso parrucchiera, depositata la relazione del consulente della Procura

Caserta - Gaeta 15 aprile 2026 -Si avvia verso la chiusura delle indagini il procedimento che vede coinvolti cinque professionisti sanitari per la morte di Sabrina Nardella, 38 anni, parrucchiera di Gaeta conosciuta come “Sabry” e titolare del salone “La Boutique del Capello”, deceduta nell’aprile dello scorso anno presso la clinica Iatropolis di Caserta dopo un intervento estetico come riporta oggi Il Mattino .

Un passaggio decisivo è rappresentato dal deposito della consulenza tecnica del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Dalla relazione emergerebbe che il quadro clinico riscontrato è compatibile con una embolia adiposa, una complicanza nota in ambito medico, tutt’altro che rara in presenza di determinati traumi o procedure, come il trasferimento di tessuto adiposo tramite cannula, circostanza che si sarebbe verificata proprio durante l’intervento eseguito dal medico primo operatore Sergio Delfino (secondo operatore il dottor Antonio Vernillo.

Si tratta di un elemento particolarmente delicato sul piano medico-legale, in quanto l’embolia adiposa può manifestarsi anche in assenza di errori, rientrando tra i rischi intrinseci delle pratiche sanitarie. Secondo quanto emergerebbe dagli atti, la responsabilità dell’eventuale evento sarebbe riconducibile a un solo operatore tra i cinque indagati, con esclusione del direttore sanitario sotto il profilo strettamente esecutivo.

Resta tuttavia aperto il confronto tra le parti. Nei prossimi giorni sono attese le consulenze dei legali della parte civile, che potrebbero offrire una diversa interpretazione sia sotto il profilo medico sia sotto quello del nesso causale.

Nel registro degli indagati figurano anche i medici Alfonso Canfora e Sergio Delfino, l’infermiera Immacolata Messina e il direttore sanitario Raffaele Ferraro.

Si attende ora la chiusura formale delle indagini preliminari, passaggio che aprirà la strada alle determinazioni della Procura, tra una possibile richiesta di archiviazione o il rinvio a giudizio.

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