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Caserta, 1 aprile 2026 – Non è un Pesce d’Aprile… Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio (TAR Lazio) ha respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco di Caserta, Carlo Marino, confermando la legittimità dello scioglimento del Consiglio comunale disposto dal Governo nell’aprile 2025 per infiltrazioni mafiose.
Il provvedimento, adottato dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministero dell’Interno ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali, si fonda su una relazione prefettizia che ha evidenziato un quadro ritenuto compromesso da possibili condizionamenti della criminalità organizzata, con riferimenti ai clan Belforte e Casalesi e a criticità nella gestione degli appalti pubblici.
Nel ricorso, Marino aveva individuato come opponendum il decreto di scioglimento, ritenuto illegittimo per carenza di elementi concreti, travisamento dei fatti e violazione del principio di proporzionalità, richiamando anche le iniziative di “self-cleaning” adottate durante il suo mandato. Secondo la tesi difensiva, il quadro indiziario non sarebbe stato sufficiente a dimostrare un reale condizionamento mafioso dell’ente.
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