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Condannata a 8 anni e quattro mesi l’ex direttrice delle Poste di San Tammaro

San Tammaro – Ex direttrice delle Poste condannata: otto anni e quattro mesi. Pena ridotta per l’ex compagno

Santa Maria Capua Vetere, 27 marzo 2026 - Si chiude con due condanne il procedimento giudiziario che ha visto al centro l’ex direttrice dell’ufficio postale di San Tammaro, Giustina Giordano, accusata di aver sottratto illecitamente circa 600mila euro dai conti dei correntisti.

Il tribunale ha inflitto alla donna una pena di otto anni e quattro mesi di reclusione, inferiore rispetto alla richiesta della Procura, che era di nove anni.

Condanna anche per l’ex compagno, Pasquale Piccolo, che dovrà scontare un anno e otto mesi, anche in questo caso con una pena ridotta rispetto alla richiesta iniziale di tre anni.

Le accuse

I due erano finiti sotto processo per peculato, ricettazione, sostituzione di persona, utilizzo indebito e falsificazione di strumenti di pagamento. Secondo l’accusa, l’ex direttrice avrebbe approfittato del proprio ruolo per effettuare operazioni illecite sui conti dei clienti, sottraendo ingenti somme di denaro.

L’indagine

L’inchiesta era partita dalla denuncia di un correntista che, accortosi di movimenti sospetti sul proprio conto, si era rivolto alla Guardia di Finanza. Le fiamme gialle hanno quindi avviato un’articolata attività investigativa, condotta in collaborazione con il servizio antifrode di Poste Italiane, rivelatosi decisivo per ricostruire i movimenti e le operazioni contestate.

Il sistema

Gli accertamenti avrebbero fatto emergere un sistema basato su operazioni fraudolente e sull’utilizzo illecito di strumenti di pagamento intestati ai correntisti, spesso ignari, per un ammontare complessivo di circa 600mila euro.

Il tribunale ha inoltre disposto il sequestro di oltre un milione di euro, ritenuto il danno complessivamente accertato nell’ambito della vicenda.

La sentenza di primo grado mette così un primo punto fermo su un caso che aveva scosso profondamente la comunità locale, proprio per il ruolo di fiducia ricoperto dall’imputata.


 
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