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Camorra, da vittime a presunti collusi: assoluzione bis in Appello per gli imprenditori Antonio e Nicola Diana
Caserta, 24 febbraio 2026 - Assoluzione bis in Corte d’Appello – a sette anni dai fatti contestati – per i fratelli gemelli Antonio e Nicola Diana, imprenditori di San Cipriano d’Aversa e figli di Mario Diana, vittima innocente della camorra cui è stata dedicata una Fondazione. Lo riferisce questa sera Il Mattino.
Da simboli dell’impegno antimafia erano finiti al centro di un’inchiesta della DDA che li indicava come collusi al clan, sulla base delle dichiarazioni di una decina di collaboratori di giustizia. L’accusa sosteneva addirittura che avessero sovvenzionato il clan Zagaria attraverso il pagamento di tangenti, in particolare in relazione a presunte estorsioni che – secondo la difesa – erano state regolarmente denunciate già nel 2015.
Nel 2019 per i due imprenditori scattarono gli arresti domiciliari. I Diana, già patron della Erreplast e successivamente della SRI, subirono anche il sequestro di diverse aziende, provvedimenti estesi perfino a società costituite dopo i fatti contestati. Sequestri poi revocati.
Nel 2024 era arrivata una prima assoluzione dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (nel processo era imputato anche lo zio Armando, nel frattempo deceduto). La Procura antimafia aveva però impugnato la sentenza, insistendo sulla tesi accusatoria.
Oggi la Corte di Appello di Napoli ha confermato l’assoluzione, escludendo definitivamente l’accusa di associazione camorristica. «Dopo anni complessi – ha dichiarato Antonio Diana – questa decisione restituisce non solo giustizia, ma anche fiducia nella verità, nelle istituzioni e nelle persone per bene».
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