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ASI Caserta, braccio di ferro sulla delibera: Pignetti prende tempo e il Consiglio si ferma
Caserta, 13 feb 2026 - L’ordine del giorno non rispecchia in modo puntuale la richiesta della Regione Campania e il Consiglio generale del Consorzio Asi di Caserta si blocca. Dopo l’insediamento formale avvenuto due giorni fa nella sede di viale Enrico Mattei, l’assemblea è stata sciolta all’unanimità, con l’impegno di riconvocare una nuova seduta con un ordine del giorno pienamente conforme alla diffida regionale.
Al centro dello scontro c’è la nota inviata da Palazzo Santa Lucia, firmata dal presidente Roberto Fico e dall’assessore alle Attività produttive Fulvio Bonavitacola, che imponeva al Consorzio di convocare entro tre giorni il Consiglio generale per deliberare su un punto preciso e non eludibile: l’annullamento della delibera n. 15 del 10 aprile 2025, quella che ha consentito l’ingresso della Fondazione AsiCe Ets e della Coplus Srl nella compagine consortile.
La presidente Raffaela Pignetti ha rispettato formalmente i tempi della convocazione, ma secondo il Collegio dei revisori e numerosi componenti dell’assemblea avrebbe evitato di affrontare nel merito la richiesta della Regione. Nell’ordine del giorno, infatti, non compariva l’annullamento della delibera, bensì l’avvio del procedimento di estromissione dei due soggetti. Una scelta tecnica che, nei fatti, è stata letta da più parti come un modo per guadagnare tempo e non cedere immediatamente sulla delibera contestata, mantenendo così inalterati gli equilibri interni e la guida dell’ente.
Il Collegio dei revisori ha messo agli atti una nota evidenziando la mancata corrispondenza tra quanto richiesto dalla Regione e i punti inseriti in discussione. Sulla stessa linea diversi consiglieri, compresi i delegati dei commissari prefettizi dei Comuni di Marcianise, Pignataro Maggiore e Capodrise, che hanno proposto di votare direttamente l’esclusione dei due soggetti già nella seduta di ieri. Ipotesi ritenuta però impraticabile perché non formalmente prevista tra i punti all’ordine del giorno.
Il sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Antonio Mirra, ha sostenuto che l’avvio del procedimento di estromissione non rientrerebbe nelle competenze del Consiglio, trattandosi di un atto amministrativo di competenza del direttore generale. Secondo Mirra la questione è normativa: Fondazione e Coplus non avrebbero i requisiti per far parte del Consiglio e occorrerebbe quindi procedere direttamente all’annullamento della delibera che ne ha consentito l’ingresso.
Analoga posizione è stata espressa dal delegato del Comune di Caserta, Gianluca Casillo, designato dai commissari prefettizi, che ha fatto mettere agli atti come i due soggetti non possano far parte dell’organo consortile. Ha inoltre sottolineato che persino il Pef (Piano economico-finanziario) dovrebbe essere sottoposto all’assemblea solo dopo la loro esclusione, per evitare possibili vizi di legittimità nella delibera di approvazione, considerato che la presenza o meno dei due enti incide sul peso delle quote consortili.
La conclusione: rinvio unanime e nuova convocazione
Dopo una discussione serrata, l’assemblea ha votato all’unanimità per interrompere i lavori e procedere a una nuova convocazione con un ordine del giorno conforme “in toto” alla richiesta regionale. Rinviato anche il Consiglio già convocato per l’approvazione del Pef, che si terrà solo dopo aver definito in via definitiva la composizione del Consiglio generale.
L’iter amministrativo e il tempo che scorre
Nel frattempo è stato comunque avviato il procedimento di estromissione nei confronti di Fondazione AsiCe e Coplus Srl. I loro rappresentanti, presenti in aula, sono stati informati dell’avvio della procedura e avranno alcuni giorni per presentare eventuali controdeduzioni, in applicazione del principio del contraddittorio previsto dalla legge 241/1990, passaggio che per molti non sarebbe neppure necessario in questo caso.
Solo al termine di questo iter, di competenza del direttore generale, l’assemblea potrà tornare a riunirsi. Resta da capire quando sarà riconvocato il Consiglio e con quale ordine del giorno: potrebbe limitarsi ai due punti relativi alle estromissioni oppure includere anche altri temi rimasti in sospeso, come la decadenza di Nicola Tamburrino.
Lo scenario politico: rischio commissariamento
Sullo sfondo resta lo spettro del commissariamento. Nella diffida, la Regione aveva preannunciato la possibile nomina di un commissario ad acta in caso di inadempienza. Se i termini dovessero essere considerati non rispettati nella sostanza e non solo nella forma, il Consorzio Asi potrebbe essere posto sotto gestione straordinaria per dare esecuzione al provvedimento richiesto da Palazzo Santa Lucia.
La partita resta dunque aperta e ad alta tensione istituzionale. Dietro il confronto giuridico si intravede una più ampia partita politica sulla futura governance del Consorzio, con la presidente Pignetti determinata a non lasciare la guida dell’ente e a difendere fino all’ultimo la propria posizione.
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