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Castel Volturno, quarta indagine per corruzione: nel mirino il sindaco Pasquale Marrandino
Castel Volturno, 7 feb 2026 - Un’altra indagine per corruzione della Procura di Santa Maria Capua Vetere – la quarta in pochi mesi – coinvolge il sindaco di Castel Volturno (Caserta), Pasquale Marrandino.
Un’inchiesta diversa dalle precedenti
Diversamente dalle altre indagini che hanno riguardato le elezioni comunali del giugno 2024, vinte da Marrandino, questa inchiesta si concentra sulla precedente consiliatura guidata dal sindaco Luigi Petrella, non indagato. In quel periodo Marrandino ricopriva i ruoli di presidente del Consiglio comunale, vicesindaco e assessore.
Le accuse della Procura di Santa Maria Capua Vetere
L’indagine è coordinata dal procuratore Pierpaolo Bruni ed è condotta dai sostituti Giacomo Urbano e Anna Ida Capone. Nel registro degli indagati figurano, oltre a Marrandino, altre quattro persone, tra cui l’imprenditore dei rifiuti Nicola Benedetto e il suo stretto collaboratore Giuseppe Spacone, ai vertici della Teknoservice di Giugliano in Campania.
I fatti contestati riguardano presunti episodi di corruzione legati all’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti da parte del Comune di Castel Volturno tra gennaio 2020 e luglio 2021.
Le presunte tangenti e le proroghe del servizio
Secondo l’accusa, formalizzata in un decreto di perquisizione eseguito dai carabinieri, Marrandino avrebbe incassato diverse tangenti, una in particolare di 9mila euro, in cambio del suo interessamento per ottenere la liquidazione delle somme dovute dal Comune alla Teknoservice e le proroghe del servizio.
I carabinieri di Caserta avrebbero documentato almeno due episodi di consegna del denaro, avvenuti a Giugliano in Campania, nel parcheggio antistante il negozio Leroy Merlin, sempre pochi giorni prima della concessione delle proroghe comunali.
Gli episodi documentati dai carabinieri
Il primo episodio risale al febbraio 2021, due giorni prima di una proroga del servizio, quando Marrandino avrebbe ricevuto dall’indagato Umberto Sementini una scatola contenente una somma di denaro non quantificata. Secondo gli investigatori, Sementini aveva ricevuto il denaro da Giuseppe Magno, dipendente della Teknoservice.
Il secondo episodio sarebbe avvenuto nel maggio successivo, sempre alla vigilia di un’ulteriore proroga concessa dal Comune. In questa occasione Sementini era pronto a consegnare un’altra tangente, ma venne fermato dai carabinieri, che sequestrarono la somma suddivisa in quattro mazzette di banconote da 20 euro e una mazzetta da 10 euro.
Assunzioni e nomine sotto la lente
Tra i presunti favori ricevuti da Marrandino, gli inquirenti indicano anche l’assunzione di una persona a lui vicina in un’altra azienda del settore rifiuti, con sede a Villa Literno (Caserta) e collegata alla Teknoservice.
Secondo la Procura, nell’agosto 2020 il sindaco sarebbe inoltre intervenuto per favorire la nomina a responsabile del settore ambiente del Comune di Castel Volturno di una persona indicata proprio da Spacone, ritenuta funzionale agli interessi della Teknoservice.
Sequestrato il cellulare del sindaco
Nell’ambito dell’indagine, a Pasquale Marrandino è stato infine sequestrato il telefono cellulare.
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