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Giustizia come presidio di pace civile: il bilancio dell’anno giudiziario nel Distretto di Napoli
Napoli , 31 gennaio 2026 -Castel Capuano, sede storica della giurisdizione napoletana, ha ospitato la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del Distretto della Corte d’Appello di Napoli. Un luogo dal forte valore simbolico, scelto dalla presidente Maria Rosaria Covelli per presentare non solo i dati sull’attività giudiziaria, ma anche una riflessione più ampia sul ruolo della giustizia come strumento di coesione sociale e presidio di pace civile.
Nel suo intervento, la presidente ha collocato l’azione della giurisdizione in un contesto internazionale segnato da conflitti armati, instabilità geopolitica e crescenti tensioni sociali, richiamando i valori fondanti della Costituzione e il ripudio della guerra sancito dall’articolo 11. In questo scenario, la giustizia è stata definita come un vero e proprio “artigianato della pace”, capace di trasformare il conflitto in confronto regolato dal diritto.
I numeri del settore civile: produttività record e pendenze in calo
I dati relativi al settore civile e lavoro delineano un quadro di forte impegno e risultati significativi. Al 30 giugno 2025, presso la Corte d’Appello di Napoli risultano pendenti 24.770 procedimenti, in diminuzione rispetto ai 27.029 dell’anno precedente, a fronte di 13.664 nuove iscrizioni e 15.959 definizioni.
La Corte di Napoli si conferma come l’ufficio con il più alto numero di procedimenti definiti a livello nazionale, avendo chiuso 9.049 fascicoli solo nel primo semestre del 2025, nonostante registri anche il maggior numero di sopravvenienze. Un dato che testimonia la capacità di risposta del sistema giudiziario partenopeo, pur in un contesto di forte pressione.
Nei Tribunali del Distretto, i procedimenti civili e lavoro pendenti ammontano complessivamente a 146.854, con una riduzione generalizzata delle pendenze e un miglioramento della durata dei processi, in linea con gli obiettivi fissati dal PNRR.
Il settore lavoro e il peso delle pubbliche amministrazioni
Particolarmente rilevante è il dato del settore lavoro, che nel Distretto conta 47.670 controversie pendenti. Di queste, oltre il 69% vede coinvolta una pubblica amministrazione, soprattutto in materia previdenziale e sanitaria. Si registra inoltre un aumento significativo degli appelli promossi dagli enti pubblici, a fronte di una persistente difficoltà a ricorrere a strumenti conciliativi e deflattivi.
Per affrontare il fenomeno, la Corte ha attivato un focus permanente sul contenzioso pubblico e promosso tavoli di confronto con avvocatura e amministrazioni, nella prospettiva di un uso più equilibrato della giurisdizione.
Penale: obiettivi PNRR raggiunti, ma carichi ancora elevati
Sul fronte penale, la Corte d’Appello di Napoli ha già conseguito gli obiettivi previsti dal PNRR, grazie a una significativa riduzione delle pendenze e dei tempi di definizione. Al 30 giugno 2025 risultano pendenti 24.965 procedimenti in Corte, contro i circa 60.000 del 2019, mentre nei Tribunali del Distretto le pendenze sono scese a 78.205.
Le Corti di Assise di Appello hanno definito, nel biennio 2024-2025, 164 procedimenti, molti dei quali relativi a delitti commessi in contesti camorristici. In 156 casi è stata confermata la responsabilità accertata in primo grado, a dimostrazione della solidità dell’azione giudiziaria.
Violenza di genere e criminalità: i dati più allarmanti
Allarmante il quadro relativo alla violenza di genere. Nel confronto tra il primo semestre 2024 e quello del 2025, i procedimenti sopravvenuti sono aumentati del 48,81%, mentre quelli definiti del 28,53%. I reati di maltrattamenti in famiglia e stalking mostrano un incremento strutturale, così come le denunce per reati sessuali aggravati.
In risposta, la Corte ha istituito un Osservatorio distrettuale sulla violenza di genere e domestica e attivato uno spazio di ascolto per le vittime presso il Palazzo di Giustizia, in collaborazione con enti e associazioni del territorio.
Minori, carceri e giudici di pace: le criticità strutturali
Preoccupante anche la situazione della giustizia minorile, con il raddoppio dei procedimenti dibattimentali e l’emersione di fenomeni di devianza sempre più violenti, compresi episodi di criminalità organizzata giovanile e radicalizzazione.
Grave il problema del sovraffollamento carcerario: nel Distretto si contano 6.909 detenuti, con situazioni particolarmente critiche negli istituti di Poggioreale, Secondigliano e Santa Maria Capua Vetere. Il reinserimento sociale viene indicato come obiettivo imprescindibile per la sicurezza collettiva.
Forti criticità interessano infine gli Uffici del Giudice di Pace, dove risultano pendenti oltre 452.000 procedimenti civili. Carenze di personale, strutture inadeguate e chiusure di sedi rischiano di compromettere il presidio di giustizia più vicino ai cittadini.
Una giustizia che resiste e chiede risorse
La relazione della presidente Covelli restituisce l’immagine di un Distretto che, pur tra enormi difficoltà organizzative e carenze di organico, continua a garantire risultati significativi in termini di efficienza e produttività. Una giustizia che regge l’urto di una domanda elevatissima, ma che chiede con forza investimenti, stabilità del personale e scelte strutturali per affrontare le sfide future, dalla improcedibilità alla transizione digitale e all’uso dell’intelligenza artificiale.
Perché, come è stato sottolineato in apertura, ogni decisione giudiziaria non è solo un atto tecnico, ma un atto di pacificazione sociale.
Caserta, I dati (abbonamento)
Sofia Flauto
pedagogista
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