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Porcata…elettorale a Castel Volturno, il sindaco Marrandino offre un maiale all’elettore in cambio del voto
Un bar trasformato in seggio parallelo, elettori in fila per incassare 50 o 70 euro, una madre-candidata che segue e incalza chi va a votare, e la minaccia di perdere concessioni comunali intimata a un pastore evangelico.
È il retroscena che emerge sull’ultima campagna elettorale a Castel Volturno, a carico di 9 indagati per una pluralità di reati elettorali.
Il Bar “Quattro Stagioni” come base logistica
Secondo l’accusa, il cuore dell’intero meccanismo sarebbe stato il Bar “Quattro Stagioni” di Ischitella, gestito da Michele Antolini.
Il locale, sempre per l'accusa, veniva utilizzato come una vera e propria base logistica per la compravendita dei voti.
All’interno del bar veniva allestito quotidianamente un banchetto dove Michele Cantone, affiancato da un’altra persona, distribuiva denaro contante agli elettori convocati.
La fila degli elettori e la consegna del denaro
Le persone si mettevano in fila e, una alla volta, ricevevano banconote da 50 o 70 euro, dopo aver visionato il facsimile della scheda elettorale e aver ricevuto precise indicazioni sulla sezione di voto e sulla lista da sostenere: “Marrandino – Natale”.
Il numero degli elettori coinvolti, secondo gli atti, non sarebbe inferiore a 15, con diversi cittadini che avrebbero accettato il denaro e altri che invece lo avrebbero rifiutato.
Tra coloro che avrebbero accettato vi sarebbero Beniamino Granato e la moglie, ai quali sarebbero stati consegnati 70 euro.
Il ruolo dei candidati e la provenienza dei fondi
I candidati Marrandino e il vice Natale, secondo l’accusa, avrebbero fornito il denaro proveniente da imprenditori finanziatori della zona, promettendo anche posti di lavoro, regalie e futuri appalti in cambio del voto.
Michele Cantone avrebbe avuto il ruolo operativo di distributore del denaro, mentre Michele Antolini, quale titolare del bar, avrebbe garantito la disponibilità dei locali e collaborato attivamente alle consegne.
Il voto in cambio di un suino
Tra gli episodi più singolari contestati figura quello che riguarda Attilio Morrone, che secondo l’accusa avrebbe ricevuto da Marrandino un suino privo di documentazione di provenienza, oltre alla promessa di un posto di lavoro, in cambio del voto suo e della sua famiglia.
In altri casi sarebbero state promesse assunzioni per familiari, incarichi politici o benefici economici indiretti.
Le pressioni della madre-candidata
Un capitolo centrale dell’inchiesta riguarda Anna Giacobbe, madre di un candidato nella lista a sostegno di Marrandino.
Alla donna vengono contestati diversi episodi di pressione e intimidazione sugli elettori, avvenuti in particolare il giorno del ballottaggio del 24 giugno 2024.
Secondo la ricostruzione, alcune persone a bordo di un’auto avrebbero avvicinato una coppia mentre si recava al seggio, intimando di non votare un’altra candidata, Anastasia Petrella, e di sostenere invece Marrandino.
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