| Caserta, schianto ultraleggero: gip archivia omicidio colposo, fu errrore |
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Gip archivia omicidio colposo a carico dei gestori Aeroclub
Cellole (Caserta) 2 dicembre 2025 - L’indagine sullo schianto dell’ultraleggero avvenuto a Cellole nel giugno di due anni e mezzo fa - a seguito del quale persero la vita Luigi e Enrico Amatore, padre e figlio, residenti a Mugnano di Napoli, 62 anni il primo ed appena 21 il secondo, alla guida del velivolo – si chiude con un’archiviazione. Dopo un’attività investigativa che ha visto anche importanti consulenze tecniche, non essendo emersi elementi probatori a carico di due soci del «Delta Club Napoli» di Castel Volturno (uno dei quali, peraltro, Enzo De Blasio, scomparso nel novembre del 2023 mentre era in volo e da allora mai più ritrovato), il gip Daniela Vecchiarelli del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha archiviato il caso su richiesta della Procura e dopo un’opposizione all’archiviazione dei familiari delle vittime assistite dall’avvocato Mario Angelino. Chiusa, pertanto, l’indagine a carico di De Ezo De Blasio e Vicenzo Laezza assistiti dal penalista Paolo Maria Di Napoli. «Nessun guasto, incidente causato da stallo e perdita di controllo del velivolo»: questa è la conclusione condivisa dal gip a cui era arrivata l’accusa sulla base di una dettagliata relazione del consulente del pm, comandante Stefano Benassi che ha ricostruito la dinamica del disastro attraverso l’analisi del motore e del riduttore, il minuzioso esame del relitto, la documentazione tecnica e di volo disponibile. Le operazioni sono state rese estremamente complesse dalla totale assenza di registrazioni dei parametri di volo e dalle comunicazioni di cabina, inesistenti su quel tipo di velivolo ultraleggero. Anche familiari delle vittime avevano presentato una relazione di due consulenti. Una decisione dolorosa per la famiglia Amatore, che aveva individuato nella manutenzione la chiave per spiegare la tragedia, ma che – secondo il gip – non ha trovato riscontro tecnico sufficiente per procedere penalmente. Peraltro, era stato disposto dagli inquirenti anche un ulteriore accertamento tecnico cosiddetto «irripetibile» presso un centro specializzato a Brescia. Il giovane pilota era titolare da circa 6 mesi dell’attestato di volo da diporto e sportivo; aveva accumulato poco più di 40 ore di volo totali; non possedeva la qualifica di pilota avanzato, mentre il velivolo era certificato come “Avanzato”. 'Tuttavia – scrive il gip – ciò non costituiva violazione, poiché l’incidente avvenne in Spazio Aereo G, dov’è consentito il volo anche a piloti non avanzati'.
Sofia Flauto
pedagogista, docente, formatrice e scrittrice autrice di vari libri
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