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Corruzione e appalti pilotati: 17 misure cautelari tra Caserta, Napoli e Roma
Caserta, 9 settembre 202 5 - Un vasto sistema di corruzione, riciclaggio e turbativa d’asta che ha infiltrato il settore degli appalti pubblici nei servizi di raccolta rifiuti, sanificazione e pulizie in Campania e oltre si è materializzato nelle prime ore di questa mattina con l’esecuzione di 17 misure cautelari tra le province di Caserta, Napoli, Avellino, Benevento, Roma e Milano. A guidare questo articolato sistema, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, è tornato in carcere Nicola Ferraro, imprenditore ex politico già condannato per concorso esterno al clan dei Casalesi.
Tra gli arrestati spiccano anche figure apicali della pubblica amministrazione, come il sindaco di Arienzo Giuseppe Guida, esponenti storici di aziende attive nei settori sensibili, manager e intermediari, tutti accusati di aver manipolato a vario titolo gare e appalti, pilotando assegnazioni e garantendo flussi di denaro illecito a funzionari pubblici e pseudo-imprenditori.
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## Il ruolo di Nicola Ferraro e la rete di corruzione
Nicola Ferraro, residente ad Arienzo in provincia di Caserta, è considerato il fulcro e il regista occulto di un sistema radicato che dal 2022 ha ripreso a muovere interessi nei settori ambientali e della sanificazione, dopo un lungo periodo di detenzione. L’uomo avrebbe orientato diverse gare pubbliche e appalti a favore di imprenditori compiacenti, assicurando una “rendita” costituita da percentuali sugli importi dei contratti aggiudicati.
Ferraro ha agito in stretta connessione con una serie di politici, funzionari pubblici e imprenditori tra cui spiccano i fratelli Giuseppe e Luigi Rea e altri soggetti chiave come il sindaco di Arienzo Giuseppe Guida. I rapporti con il clan dei Casalesi, in particolare la fazione Schiavone-Bidognetti, sono emersi come elemento fondante per il mantenimento di tale controllo e per la protezione del sistema illecito.
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## Gli indagati e le misure cautelari: artigiani di un sistema illecito
### In carcere
- **Nicola Ferraro (Arienzo, CE):** Reincarcerato per corruzione sistemica e riciclaggio, principale “dominus” del sistema.
- **Aniello Ilario (Rotondi, AV):** Imprenditore coinvolto nell’alterazione degli appalti.
- **Giuseppe Rea (Caserta, CE):** Amministratore di società, trovato con quasi 2 milioni di euro in casa, accusato di riciclaggio e turbativa.
### Arresti domiciliari
- **Giuseppe Guida (Arienzo, CE):** Sindaco e politico, accusato di aver favorito assegnazioni in cambio di favori elettorali.
- **Francesco Pietro Buonanno (Bucciano, BN), Virgilio Damiano (Montesarchio/BN), Vittorio Fuccio (Paolisi, BN):** Pubblici ufficiali e “facilitatori” logistici.
- **Vincenzo Agizza (Napoli, NA), Domenico Raimo (Grumo Nevano, NA), Paolo Onofrio (Napoli, NA), Massimo Cirillo (Torre del Greco, NA):** Funzionari, imprenditori e mediatori.
### Divieti di dimora e misure interdittive
- **Anna Lanzuolo (Casoria, NA):** Divieto di dimora in Campania, parte del meccanismo corruttivo.
- **Pietro Paolo Ferraiuolo (Casal di Principe, CE):** Divieto di dimora nel proprio comune, gestore dei fondi occulti.
- **Mauro Marchese (Milano, MI) e Eugenia Iemmino (Poggiomarino, NA):** Divieti di ricoprire incarichi direttivi.
- **Antonio Garofalo (Napoli, NA):** Sospensione dai pubblici uffici come rettore universitario.
- **Roberto e Barbara Fiocco (Roma, RM):** Divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione.
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## Un sistema di appalti pilotati e un giro d’affari milionario
Secondo le indagini, il sistema si fondava su gare truccate in vari modi, dalla corruzione diretta a meccanismi più complessi come la formazione di “cartelli” tra imprese, con rotazioni programmate e subappalti affidati a società compiacenti. I proventi di queste operazioni illecite non solo venivano spartiti tra i partecipanti, ma anche riciclati attraverso circuiti oscuri, arrivando a valere cifre milionarie.
In una perquisizione avvenuta a fine 2023, le forze dell’ordine hanno sequestrato quasi 2 milioni di euro in contanti nascosti nell’abitazione di un imprenditore coinvolto, denaro che rappresenterebbe solo una frazione del giro d’affari del sistema.
Inoltre, è stata fatta emergere una notevole capacità di infiltrazione all’interno non solo dei Comuni, ma anche di aziende sanitarie e strutture pubbliche, tramite manager e funzionari conniventi, che hanno favorito l’espansione e il consolidamento delle commesse illecite nel settore delle pulizie e sanificazioni.
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## Le prossime tappe e la questione giudiziaria
I 17 indagati, ora sottoposti a varie misure cautelari, restano presunti innocenti fino a sentenza definitiva. L’ordinanza è il frutto di una lunga attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che attende ora sviluppi nel corso del processo. Le misure cautelari, calibrate sulla base dei ruoli e delle responsabilità, mirano a interrompere la rete e prevenire ulteriori condotte illecite.
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