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CASAL DI PRINCIPE (CASERTA): AGGIRAVANO 41 BIS, PUBBLICI UFFICIALI INCRIMINATI


CASAL DI PRINCIPE (Caserta), 23 novembre 2010 - Uomini della Direzione investigativa antimafia, insieme al personale del Nic di Polizia penitenziaria, stanno eseguendo misure cautelari emesse dal Gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia nei confronti di affiliati del clan dei Casalesi. Secondo quanto si e' appreso, tra le risultanze di questa indagine, denominata 'Briseide', c'e' anche la scoperta della capacita' di produrre documentazione fittizia atta ad aggirare il regime di carcere duro del 41 bis ai detenuti. Perquisizioni sono in atto. L'ordinanza di custodia cautelare riguarda pubblici ufficiali del Comune di Casal di Principe che, insieme a parenti del boss Francesco Bidognetti, detto 'cicciotto-e mezzanotte', hanno aggirato la normativa del carcere duro, riuscendo a far si che il boss ed altri detenuti sottoposti al 41 bis, avessero colloqui in carcere con persone diverse dal nucleo familiare. Le ordinanze cautelari riguardano il figlio del boss, Gianluca, detenuto, e lo zio, Michele, anche lui in carcere, ma nel 2008 epoca in cui si collocano i fatti contestati, entrambi liberi; nonche' due vigili urbani che hanno attestato false convivenze della 'fidanzatina' di Gianluca e di un'altra donna, in rapporti con l'altro figlio di Francesco Bidognetti, Aniello, in modo che queste potessero fungere da portaordini del capo del gruppo dei Casalesi, eludendo il regime ristretto. Fondamentali per questa indagine degli uomini guidati dal capo centro Maurizio Vallone, le intercettazioni telefoniche e ambientali, comprese quelle in carcere, anche se il boss ricorreva a trucchi e mimica facciale per parlare con i familiari e presunti familiari. Nel 2008, la fazione bidognettiana del clan stava tentando il consolidamento e un'espansione sul territorio, affidando l'operazione al gruppo di fuoco capeggiato da Giuseppe Setola che era evaso e latitante.

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