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SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta), 16 ottobre 2009 - Difetti nelle notifiche ad alcuni avvocati del collegio difensivo e l'udienza preliminare relativa all'inchiesta "Volo libero" e' stata rinviata dal gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Tra gli indagati anche Bernardino Terracciano (comparsa del film "Gomorra" e gia' indagato nell'ambito del processo al killer Giuseppe Setola) e Carmine Schiavone. La Lega Italiana Protezione Uccelli doveva costituirsi parte civile nel procedimento per le vasche abusive in localita' Soglitelle di Villa Literno e Castelvolturno utilizzate per il bracconaggio dalle organizzazioni criminali. La Lipu, rappresentata dall'avvocato Maria Elena Porcu', aveva denunciato che oggi "la zona delle vasche e' invasa da rifiuti speciali". L'indagine era stata coordinata dal pm Donato Ceglie della procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e condotta da 'Ultimo', l'ufficiale dei Carabinieri che nel 1993 arresto' Toto' Riina. L'indagine riguarda l'utilizzo di un ampio territorio in buona parte demaniale a Castel Volturno e a Villa Literno nel quale la camorra aveva realizzato 40 manufatti abusivi nei pressi di altrettanti laghetti da adibire a riserva di caccia. Terracciano, Schiavone e gli altri, stando all'accusa, gestivano un'attivita' venatoria illegale in periodi non consentiti dalla legge e nei confronti di specie protette. L'accusa e' anche quella di aver deviato illegalmente acque ai danni del consorzio generale di bonifica e di aver truffato alcuni enti pubblici. La storia delle vasche delle Soglitelle ha inizio nel 2001 con l'operazione "Volo Libero" condotta dal comando carabinieri tutela ambiente e dalle guardie volontarie della Lipu, che porto' alla denuncia di numerosi bracconieri e al sequestro di armi e fauna selvatica protetta. Il 23 gennaio 2005 scatto' un maxi blix con il sequestro delle vasche costituite da uno specchio d'acqua appositamente preparato con piante palustri che riproducevano l'ambiente naturale degli uccelli acquatici furono sequestrate. Al centro dello specchio d'acqua, i bracconieri vi collocavano sagome di uccelli o anatre legate o rinchiuse in gabbie, ingannando gli uccelli migratori con richiami acustici elettromagnetici vietati.
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