|
CASERTA - Non solo kalashnikov (come quello sequestrato ieri) ma anche bombe a mano del tipo «ananas» e perfino Bazooka «usa e getta» procurati da alcuni albanesi: erano le armi preferite dai nove esponenti di spicco del clan dei Casalesi facenti parte del gruppo di fuoco Caterino-Ferriero operante a Cesa, destinatari di altrettanti fermi eseguiti dai carabinieri di Aversa questa mattina per due tentati omicidi. I fermi sono scattati sulla scorta del riscontro alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Luca Mosca, ed anche sulla base di diverse intercettazioni telefoniche.
A confermarlo, è un dialogo tra lo stesso pentito, Luca Mosca e uno dei fermati, Michele Ferriero. Nella conversazione, risalente al luglio del 2008, il Ferriero parla dei fratelli "Scarulella" che sono uomini dei Mazzara, che sono soliti venire ad Orta a bordo della loro Lancia Y e dice che per due volte ha avuto la possibilità di poterli sorprendere in un agguato, poi non realizzato.
LE INTERCETTAZIONI. (Ferriero): non mi deve vedere..il ..la parlatura fra me ed il Cecato devi essere tu..e tu vedi non andare a Cesa guagliò le cose stanno male..sono arrivati due Bazooka a Cesa tutti e due destinati a me, ha detto no uno a te ed un''altro a tuo fratello..me lo sono venuti a dire questa mattina alle nove e un'quarto da dentro al letto
Continua a leggere qui, dal Corriere del Mezzogiono.it (Giorgio Santamaria) (6 febbraio 2009-18:0)
|