MARCIANISE, AGGUATO IN VIA DE SANTIS: BUTTONE FERMATO PER OMICIDIO DEL 1999
Data: Lunedì, 03 luglio @ 15:24:34 CEST
Argomento: Cultura




Marcianise (Caserta) - Per l'agguato avvenuto a Marcianise in via De Santis, nei pressi del ristorante Boccaccio dove nel 1999 fu ucciso un piccolo imprenditore (collaborava con il padre della sua compagna dalla quale aveva avuto due figli), la Squadra Mobile di Caserta - diretta da Olimpia Abbate - ha fermato, su disposizione della Dda, il pregiudicato Bruno Buttone, attuale reggente del clan camorristico dei Belforte (è cognato del boss) e Camillo Antonio Bellopede, 27 anni, pure di Marcianise. Il provvedimento, ricostruisce, le fasi dell’agguato che fu organizzato e pianificato dal Buttone per vendicare i suoi familiari, i Belforte appunto, dopo aver appreso che il Moretta aveva fatto parte del gruppo che, nel giugno ‘98, si era recato a Monza per tentare di uccidere Domenico Belforte. Le indagini che nell’immediatezza dei fatti diedero conto di legami tra la vittima e il gruppo Piccolo hanno confermato le dichiarazioni già rese da vari collaboratori di giustizia i quali, hanno tra l’altro sottolineato i collegamenti tra i marcianisani e il clan caivanese facente capo al boss Natale Salvatore. All’omicidio parteciparono con vari ruoli altri affiliati al clan Belforte che sono tuttora sottoposti ad indagini. Il Buttone era già detenuto dalla scorsa notte presso il carcere di Poggioreale dove era stato condotto da personale di questo ufficio in esecuzione di altro decreto di fermo emesso dalla Ddd perché responsabile, quale mandante, del tentato omicidio di Andrea Critelli avvenuto a San Nicola la Strada nel novembre del 2005. Nell'occasione fu ferito, non mortalmente, tale Enrico Giaquinto, amico del Critelli che rimaneva illeso poiché riusciva a fuggire. L’ agguato, come confermato anche da recenti dichiarazioni di collaboratori giustizia, fu disposto per punire il suddetto Critelli che aveva incendiato alcuni esercizi commerciali e spacciato stupefacenti in San Nicola senza rendere conto al gruppo Belforte e al suo referente in quel comune tale Pasquale Aveta, attualmente detenuto perché tratto arresto dagli agenti della squadra mobile nel corso dell’operazione “ Grande Fratello”. (3 luglio 2006)





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