AMBIENTE: OTTANTASETTE DENUNCE TRA CASERTA E NAPOLI
Data: Martedì, 30 maggio @ 18:45:04 CEST
Argomento: Ambiente




Ottantasette persone denunciate, 48 aziende operanti tra Napoli e Caserta coinvolte ed un giro di affari di 25 milioni di euro: è il primo bilancio di una vasta operazione della Guardia di finanza di Napoli nei confronti di una presunta associazione a delinquere accusata di essere dedita all' illecito traffico di rifiuti pericolosi commercializzati come oli lubrificanti. L'operazione è in corso dalle prime ore della mattina e sono impegnati oltre cento militari delle fiamme gialle che stanno eseguendo numerose ordinanze di custodia cautelare in carcere e perquisizioni. L'operazione, ha consentito di scoprire anche lo sfruttamento della manodopera clandestina.
Miscelavano oli lubrificanti che dovevano essere invece smaltiti come rifiuti speciali pericolosi e li reimmettevano sul mercato. L'operazione "Macchia d'olio" coordinata dalla Guardia di Finanza di Napoli ha portato al sequestro di diversi impianti di conservazione di oli lubrificanti mentre su richiesta della Procura di Napoli sono stati eseguiti 13 arresti. Per la prima volta il reato contestato è di traffico organizzato di rifiuti in relazione alla pura attività di gestione di materiali anche se questi ultimi non sono stati sversati in terreni e acque. L'operazione "Macchia d'olio" è partita nel 2003 quando nei Comuni tra le province di Napoli e Caserta durante alcuni controlli la società Petrol Chemical srl di Casandrino invece di vendere oli lubrificanti miscelava oli usurati che invece dovevano essere smaltiti come rifiuti speciali e pericolosi rimettendoli sul mercato come oli lubrificanti nuovi. Le attività di commercializzazione degli oli avvenivano senza alcuna autorizzazione con l'emissione di fatture false e l'utilizzo di materiali provenienti anche dall'estero. Le attività di indagine della Guardia di Finanza hanno portato alla luce una vasta organizzazione che acquistava e smerciava oli che invece dovevano essere smaltiti. Dalle indagini e dalla ricostruzione delle attività della società Petrol Chemical srl di Vincenzo Benincasa, è emerso che i titolari dell'azienda utilizzavano falsi documenti per il trasporto degli oli e per la loro commercializzazione inoltre ottenevano un ulteriore guadagno perché gli oli non venivano avviati al trattamento e allo smaltimento ma rivenduti. Il reato ipotizzato è di traffico di rifiuti ma per la prima volta è messo in relazione alla gestione dei materiali non al loro sversamento nelle acque o nei terreni. Inoltre la società Petrol Chemical srl aveva contatti con un'altra azienda la Euro Enterprice srl con la quali era coinvolta in una serie di illeciti come la gestione di oli provenienti dalla Francia che veniva introdotto sul mercato senza il pagamento delle accise, produzione di fatture false, e anche una non meno importante attività di produzione di documentazione falsa per l'entrata in Italia di stranieri in violazione delle norme in materia di immigrazione e soggiorno. (30 maggio 2006-18:45)





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