COMMERCIO OPERE D'ARTE E STUCCHI IMPERIALI:ARRESTO A CASAL DI PRINCIPE (CASERTA)
Data: Venerdì, 26 maggio @ 15:20:42 CEST
Argomento: Cronaca




Ci sono anche 53 stucchi, databili al I secolo avanti Cristo, fregi decorativi parietali appartenenti ad una casa imperiale, tra i 750 reperti, per la maggior parte autentici di epoca romana, sequestrati nell'ambito di 'Aurea', l'operazione dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale che ha portato alla denuncia di 32 persone delle quali 10 arrestate con la scoperta di scavi illeciti in Campania e in altre zone dell'Italia centrale e settentrionale. Sono coinvolti numerosi insospettabili: insegnanti, dipendenti pubblici e un imprenditore e danno un nuovo volto al traffico di beni archeologici. Già in Sicilia un mese fa l'organizzazione che vendeva reperti trafugati in Internet attraverso un noto provider contava studenti e pensionati. E' stata così sgominata un'organizzazione specializzata nel commercio illecito di opere antiche e preziose rubate da scavi archeologici e messe in vendita a prezzi compresi fra i 2.000 e i 50.000 euro: 5 le regioni interessate dalle indagini (Campania, Lazio, Umbria, Toscana, Veneto), coordinate dai magistrati delle procure della Repubblica di Roma e S.Maria Capua Vetere. Per quanto riguarda gli stucchi ora gli esperti stanno compiendo ricerche nel territorio campano. Sarebbe, comunque, una vera e propria "domus aurea" quella da cui arrivano i reperti, con parti dorate, staccati nelle parti figurative dalla parte alta delle pareti della domus individuata dai tombaroli che, secondo gli archeologi presenti alla conferenza stampa, continuano a scavare in alcune zone del casertano e "hanno evidentemente individuato anche grandi ville dell'aristocrazia romana". Veri e dipinti a figure rosse e nere i vasi mostrati oggi alla conferenza stampa di Napoli, negli spazi del Museo archeologico, invaso da turisti e bambini. Associazione a delinquere secondo gli articoli del codice penale e detenzione di materiale archeologico secondo il testo unico dei beni culturali sono le contestazioni fatte dagli inquirenti alle decine di persone coinvolte nel commercio illecito di opere antiche. Fra i 10 arrestati alcuni sono pregiudicati: Giovanni Viglietta (Monterotondo) Patrizio Santini (Bracciano) Ercole Antonetti (Tivoli) Annibale Corvino (Casal di Principe, Caserta) agli arresti in carcere e tutti fra i 50 e i 60 anni. Agli arresti domiciliari Nazzareno Fiorucci, residente a Sansepolcro, Arezzo, e Marco d'Urso, 40enne, romano. E poi Vincenzo Martinisi e Giulio Festa, casertani, Antonio Montuori e Carmine Palma, di Avella. Le indagini erano partite nel 2004 dopo il sequestro di una statua bronzea romana a Santa Maria Capua Vetere. "L'operazione - ha sottolineato il vice comandante del Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri, il colonnello Giovanni Pastore - è partita a seguito di una statua romana. Poi abbiamo focalizzato nominativi di persone in altre regioni. Noi non abbiamo considerato i 'tombaroli' ma siamo già al livello della illecita detenzione e del terzo livello che è quello del mercato dei beni archeologici". "In passato - ha aggiunto Maria Luisa Nava, soprintendente di Napoli e Caserta - il commercio clandestino era rivolto all'individuazione di tombe ed all'asporto di vasi e lastre mentre ora si cercano stucchi e suppellettili". Tra i pezzi ritrovati anche 20 falsi che, come spiegato da Lorenzo Marinacci, responsabile del nucleo militare per la tutela dell'arte in Campania, venivano utilizzati dall'organizzazione che, quando poteva, li sostituiva agli originali per venderli al miglior offerente. (26 maggio 2006-15:20)





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