CASERTA, MASSI SUI BINARI: ECCO GLI AUTORI DEL MACABRO DIVERTIMENTO
Data: Venerdý, 19 agosto @ 17:54:17 CEST
Argomento: Cronaca




E' da cercare, con ogni probabilitÓ, nella volontÓ di emulare i recenti fatti di cronaca - come il masso gettato dal cavalcavia a Cassino - la spiegazione del duplice tentativo di deragliamento messo in atto dai tre giovani casertani individuati e bloccati ieri pomeriggio a Castel di Sangro, in provincia dell'Aquila. "I ragazzi - ha spiegato il comandante del reparto operativo provinciale dei Carabinieri dell'Aquila Luciano Ricciardi - non hanno potuto fornire una motivazione logica per questo gesto. Si sono limitati a dire di 'voler vedere cosa sarebbe successo', quindi Ŕ facile pensare ad un tentativo di emulazione. Altrimenti un gesto tanto grave, commesso da giovani incensurati (Luca Della Ventura, 20 anni, barista, Michele Ugone, 18, studente ed un altro studente, R.D., di 17 anni) e provenienti da famiglie sane, non si spiega. Per fortuna non ci sono state conseguenze disastrose, e questo lo dobbiamo senz'altro alla sollecitudine ed al senso civico del pastore che ha visto i movimenti dei tre vicino ai binari ed ha avvertito subito le forze dell'ordine. I Carabinieri di Roccaraso e Pescocostanzo erano in perlustrazione nei pressi di localitÓ Sant'Ilario, dunque sono accorsi subito". Nella conferenza stampa, Ŕ stato confermato che i tentativi dei ragazzi di far deragliare i convogli ferroviari sono stati due: "Il treno 3347 Sulmona-Napoli partito dal capoluogo peligno - ha spiegato il comandante Ricciardi - Ŕ riuscito a passare nonostante i ragazzi avessero giÓ sistemato materiale sulle rotaie. La motrice tuttavia ha riportato danni nella parte anteriore, il 'rostro', ed il macchinista ha segnalato l'accaduto. Secondo il pastore che ha assistito alla scena, i ragazzi avrebbero tirato anche sassi contro il treno, ma su ci˛ siamo ancora alla ricerca di altre conferme". "In ogni caso - ha proseguito il maggiore Ricciardi, dopo avere constatato che il loro intervento non aveva prodotto danni, i tre sono tornati sui binari per 'correggere l'azionÚ e cercare di ottenere il deragliamento del treno successivo: la traversina di acciaio di 60 chilogrammi Ŕ stata incastrata in un lato dei binari e messa perpendicolarmente al tracciato ferroviario. C'erano anche alcuni massi, un palo in legno e un vecchio segnale stradale". "Stavolta - ha concluso l'ufficiale dell'Arma - il piano avrebbe funzionato, per fortuna Ŕ intervenuto il pastore, che ci ha consentito, intorno alle 18, di fermarli e di fare rallentare e successivamente fermare il treno 7490 Napoli-Pescara, partito dal capoluogo partenopeo".(19 agosto 2005 - ore 17,30).





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