GIUSTIZIA, GIULIANO RICONOSCE CENTRALITA' TRIBUNALE S.MARIA C.V. (CASERTA)
Data: Martedì, 05 luglio @ 13:29:49 CEST
Argomento: Cittadini e Giustizia




Il sottosegretario alla Giustizia Pasquale Giuliano riconosce la centralità del Tribunale collocato a Santa Maria Capua Vetere quale Palazzo di Giustizia della conurbazione casertana e, ribadita la necessità di una Corte di Appello a Caserta (di nuovo allo stop dopo il proliferare di una serie di disegni di legge su altre Corti di Appello) rende noto un finanziamento da sette miliardi di vecchie lire per il cosiddetto «Polo Giudiziario» di Aversa i cui lavori sono in corso da circa un anno nel complesso monumentale di San Domenico. Un «Polo Giudiziario» che farebbe acquistare all’attuale sezione distaccata aversana di Palazzo di Giustizia la qualifica di tribunale nella stessa Terra di Lavoro. La circostanza, emersa al convegno dal tema «Problema Giustizia in Provincia. Le concrete risposte della Politica» tenutosi ieri al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere alla presenza di numerose autorità istituzionali e politiche, ha però rafforzato le aspettative della classe forense sulla realizzazione della «Cittadella Giudiziaria» da novanta milioni di euro il cui progetto di fattibilità è attualmente al vaglio del Ministero della Giustizia. «Se per la sezione distaccata di Aversa sono stati stanziati quasi quattro milioni di euro – ha commentato il presidente dell’Ordine degli Avvocati Elio Sticco – c’è allora la speranza che per l’intera cittadella la cifra sia come minimo decuplicata. E’ necessario – ha aggiunto Sticco – trovare soluzioni per l’esistente e non sprecare energie per realizzare daccapo nuove sedi giudiziarie. Per la realizzazione della cittadella – ha sostenuto Giuliano - «bisogna fare i conti anche con la revisione delle circoscrizioni giudiziarie» ribadendo che la creazione di una Corte di Appello di Caserta (comprendente Benevento ed Ariano Irpino) e quindi degli uffici per essa previsti coma la Dda, sgraverebbe di molto il carico del circondario sammaritano. Il sottosegretario alla Giustizia – peraltro magistrato in aspettativa del tribunale sammaritano e già presidente della sezione locale dell’Anm – ha sottolineato come già nel lontano 1994 i problemi dei magistrati del Palazzo di Giustizia del foro sammaritano erano gli stessi di quelli lamentati oggi. «Qualcosa è stato fatto – ha spiegato Giuliano – può anche darsi che sia una goccia nell’oceano ma di recente sono arrivati a Santa Maria sei magistrati giudicanti ed uno alla Procura che attualmente è l’unico ufficio non sottodimensionato e che lavora a pieno regime». E’ sotto gli occhi di tutti, invece, il collasso-giustizia che abita soprattutto alle sezioni giudicanti penali (ma anche civili e del Lavoro) come hanno fatto notare nei loro interventi il presidente del tribunale Carlo Alemi e il presidente della sezione Anm Francesco Cananzi sul palco del Garibaldi insieme al prefetto di Caserta Carlo Schilardi, al sindaco di Santa Maria Capua Vetere Enzo Iodice, al presidente degli avvocati Sticco, al sottosegretario Giuliano, all’assessore regionale ai rapporti con i comuni Andrea Abbamonte. «Oltre ai problemi di sottodimensionamento di magistrati e personale – ha evidenziato Cananzi – un settimana sì ed una no dobbiamo fare i conti anche con la benzina che manca dalle auto così pure la carta per le fotocopie per non parlare degli aggiornamenti professionali a spese dei magistrati, della limitazione impostaci nell’uso della stenotipia, dei computer portatili che non ci vengono più forniti dal Ministero che non ha soldi nemmeno per riparare quelli che abbiamo già in dotazione». Un quadro reso ancor più drammatico dal presidente del tribunale Carlo Alemi che ha evidenziato le conseguenze delle carenze come «l’impossibilità di far fronte alle esigenze e agli adempimenti che attengono l’attività dei magistrati che provocano spesso ritardi nel deposito di atti e quant’altro attiene lo svolgimento dell’attività giudiziaria». Apprezzati gli interventi del prefetto Carlo Schilardi sull’importanza della sinergia fra i vari apparati dell’amministrazione; del sindaco Enzo Iodice che ha auspicato una sorta di cabina di regia unica per arrivare alla rapida realizzazione della cittadella e dell’assessore regionale Abbamonte che ha ipotizzato come sedi giudiziarie l’utilizzo di beni dello Stato dismessi. Numerosi gli interventi esterni da parte dei numerosi parlamentari intervenuti e degli avvocati che hanno rappresentato, nei particolari, i disagi giornalieri.





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