ALIMENTARE: PROVINCIA DI CASERTA PRESENTE AL 'WINES&JAZZ' DI NAPOLI
Data: Lunedì, 14 febbraio @ 16:49:01 CET
Argomento: Alimentare




) I vini autoctoni di Terra di Lavoro saranno protagonisti a Wines & Jazz, prestigiosa rassegna culturale che propone un raffinato abbinamento fra il jazz e le migliori bottiglie della Campania. L’evento, fissato per giovedì 24 febbraio al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare di Napoli, rientra nel programma di promozione del territorio che la Provincia di Caserta, presieduta dal deputato al Parlamento europeo Riccardo Ventre, da circa dieci anni mette in campo a favore delle sviluppo del territorio e dell’economia locale. La serata prenderà il via alle ore 19 con la degustazione di vini e prodotti tipici, alle 21 si aprirà il concerto jazz con il noto percussionista Tony Esposito accompagnato da Monica Fiorillo (voce), Enrico Quaranta (batteria), Antonio Prisco (chitarra), Lino Patriota (tastiere) e Vittorio Remino (basso). La manifestazione sarà presentata da Marco Sabellico, giornalista di Gambero Rosso, e da Saverio Paffumi, giornalista e collaboratore di varie testate di settore gastronomico come Tuttoturismo e Meridiani. Prezioso anche il contributo dei dj di Radiocapri, che cureranno la parte musicale dell’evento. Dal falerno del Massico alla falanghina roccana, le rinomate bottiglie di Terra di Lavoro la faranno da padrone fra i vini campani di Wines & Jazz. Sponsorizzate in un apposito stand, allestito dalla segreteria organizzativa della Provincia (Angelica Pizzuti, Marisa Stabile e Antonio Vittorio), le uve raffinate del Casertano comporranno per l’occasione una particolarissima vetrina messa su con l’ausilio dei produttori vinicoli presenti sul mercato con una propria etichetta. “La Provincia di Caserta che mi onoro presiedere da circa dieci anni – spiega l’eurodeputato Ventre -, dedica da tempo una grande attenzione al settore primario, nel convincimento che un territorio a vocazione agricola, Terra di Lavoro, non deve essere snaturato da interventi strutturali che modificano l’ambiente per adattarlo ad esigenze produttive che nel tempo possono risultare effimere; senza aver prima privilegiato la buona, sana agricoltura, che, opportunamente guidata e sorretta, può significare molto per le nostre popolazioni. Per i giovani soprattutto, i quali possono intervenire modernamente ed oculatamente a migliorare le produzioni in termini di qualità più che di quantità, per poter affrontare le sfide di un mercato sempre più esigente ma anche sempre più premiante per chi offre prodotti di prestigio”.





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