CAMORRA, CASERTA: DIA SEQUESTRA BENI PER 800 MILIONI DI EURO A CLAN TAVOLETTA
Data: Mercoledì, 02 febbraio @ 14:42:33 CET
Argomento: Cronaca




Beni (un'azienda, un immobile e terreni) per un valore complessivo di 800.000 euro sono stati sequestrati dalla Direzione investigativa antimafia (Centro operativo di Napoli) ai fratelli Cesare e Vincenzo Tavoletta, rispettivamente di 47 e di 50 anni, di Villa Literno (Caserta), ritenuti dagli investigatori appartenenti al clan dei "liternesi", ed entrambi attualmente in libertà per decorrenza dei termini. La Dia di Napoli, proseguendo nell'attività di 'aggressione' ai beni illecitamente acquisiti da appartenenti a clan camorristici che nel corso dell'anno 2004 ha raggiunto la cifra di oltre 181 milioni di euro, ha agito in esecuzione di due distinti provvedimenti emessi dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere - Sezione Misure di Prevenzione. I beni erano nella disponibilità diretta ed indiretta di Cesare e Vincenzo Tavoletta. I beni sequestrati riguardano: un patrimonio aziendale riguardante l'attività avente per oggetto le coltivazioni miste di cerali e simili, con sede in Villa Literno e diversi appezzamenti di terreno. Vi è anche un fabbricato di 200 metri quadrati, non ancora accatastato, composto da un seminterrato e da un piano ammezzato, allo stato grezzo. La Dia sottolinea che Cesare Tavoletta il 14 gennaio 2002 è stato arrestato, insieme con molti altri soggetti ritenuti affiliati al clan dei Casalesi, dai carabinieri di Caserta e da agenti del Centro Operativo Dia, in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Napoli. Nel provvedimento, l'accusa formulata è quella di concorso in estorsione continuata ed aggravata, attuata all'interno degli impianti della Cmsi, sistema di depurazione a Villa Literno, ai danno dei titolari e gestori, realizzata nella imposizione della sua assunzione presso l'impianto ad opera di pressioni camorristiche. Vincenzo Tavoletta è stato anch'egli arrestato il 14 gennaio 2002, insieme con altre persone giudicate appartenenti al clan, in esecuzione di un provvedimento restrittivo emesso dal Gip per i delitti di associazione per delinquere di tipo camorristico, estorsioni, traffico e detenzione di armi, nonché perché ritenuto responsabile di tredici omicidi avvenuti tra il 1989 e il 1998 a Villa Literno, Maddaloni e Castel Volturno. L'ordinanza, rileva ancora la Dia, "ricostruisce la storia del gruppo camorrista dominante in Villa Literno, facente capo alla famiglia Tavoletta e le alterne vicende dei suoi rapporti con l'egemone organizzazione dei Casalesi. L'ordinanza cronologicamente è successiva alla morte del capo storico Pasquale Tavoletta, detto "Zorro" (ucciso nel 1989 a Pozzuoli), cugino dei germani Cesare e Vincenzo". La partecipazione dei fratelli Tavoletta "al sodalizio camorristico emerge - secondo la Direzione investigativa antimafia - anche dalle molteplici dichiarazioni di collaboratori di giustizia".





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