MOLTIPLICAZIONI DELLE TESSERE PD: SINDACO DI CASERTA TESTE IN PROCURA
Data: Mercoledì, 08 marzo @ 02:38:50 CET
Argomento: Giudiziaria


Caserta, 8 marzo 2017 (Casertasette - Telexnews.it) - C'è un altro convocato in Procura a Santa Maria Capua Vetere nell'ambito della moltiplicazione delle iscrizioni nel circolo del Partito Democratico di Caserta. Questa mattina davanti al pm Alessandro Di Vico, infatti, verrà sentito come 'persona informata sui fatti' anche il primo cittadino del capoluogo, avvocato Carlo Marino. Da lunedì scorso sono stati sentiti, tra gli altri, il componente della direzione regionale del Partito Democratico, Carlo Scatozza, il coordinatore del Pd casertano, Enrico Vellante, Giovanna Abbate, Mauro Desiderio del Pd a Caserta, Pietro e Maria Canzano, il primo del coordinamento e la seconda segretaria dimissionaria della segreteria. Dovranno spiegare il motivo del loro dissenso e quei numeri forniti al garante regionale: 189 tessere di iscrizione al Partito Democratico in più spuntati all'improvviso l'ultimo giorno possibile per il tesseramento. La chiusura formale del tesseramento era prevista, con una decisione «interna», il 27 febbraio. La Procura non ha ipotizzato alcun reato - modello 45 fatti non costituenti reato - ma intende accertare, sulla base di notizia di stampa, del comunicato dei dissidenti e di altri elementi, se sussiste una presunta violazione della privacy relativamente al trattamento dei dati personali affidati a chi redige le tessere delle quali ad oggi non si sa chi è il titolare. Non c'è interesse a stigmatizzare irregolarità di un partito da parte della magistratura, come è noto, ma soltanto approfondire se da presunte irregolarità possano nascere questioni di rilevanza penale. I dieci iscritti del pd avevano «inoltrato formale ricorso» alle Commissioni di garanzia provinciale, regionale e nazionale per denunciare «la palese violazione di tutte le normative». Sul banco degli imputati (non giudiziario) era finito Enrico Tresca, segretario del circolo, eletto all’unanimità da un congresso svoltosi «a tavolino» subito dopo le primarie che decretarono la scelta del candidato sindaco lo scorso anno (Tresca, esponente di «Rifare l’Italia» che in provincia fa riferimento alla senatrice Rosaria Capacchione, nella competizione era opposto a Carlo Marino, che vinse le pre-consultazioni e divenne poi sindaco nel turno di ballottaggio). L’accusa che gli viene rivolta è di «aver riaperto» i termini per il tesseramento per «infilare» altri 189 nominativi a giochi ormai conclusi.
A firmarla sono anche esponenti della sua originaria segreteria, che due mesi fa si è dissolta. Si tratta di LabDem (vicini all’europarlamentare Gianni Pittella) quali Enzo Battarra, Carlo Scatozza ed Enrico Vellante; di «renziani» quali l’ex leader cittadino Mauro Desiderio, Angela Cerrito, Giovanna Abbate (moglie dell’ex portavoce di Bassolino, Mario Bologna); di altri «renziani» vicini alle posizioni dell’europarlamentare Nicola Caputo, come Pietro e Maria Canzano, padre e figlia; di altri, come Mario Troiano, vicino al consigliere regionale Gennaro Oliviero; e di Antonio Ciontoli, consigliere comunale in rotta con il gruppo consiliare.



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