ECONOMIA: IN EUROPA E' CRISI SU GIOCO D'AZZARDO. NESSUN CALO IN ITALIA NEL 2012
Data: Mercoledì, 05 giugno @ 02:26:39 CEST
Argomento: Tempo libero


Roma, 4 giugno 2013 (Casertasette) - Se è vero come è vero che in Italia il settore dei giochi, globalmente, ha aumentato il suo volume d'affari nel 2012 (soprattutto grazie ai giochi da casinò online), in realtà in Europa il trend è completamente opposto: il gioco d'azzardo, dopo anni in cui ha continuato a proliferare senza soluzione di continuità, è in difficoltà. Proprio così: il gioco d’azzardo in Europa è in crisi. E se non fosse per gli exploit di alcuni paesi, come il nostro - ma non solo - e per la spinta del gioco online, quell'accenno di crisi sarebbe già qualcosa di ben peggio. A livello mondiale il settore ha fatto registrare un aumento del volume d'affari, questo è vero, ma nel Vecchio Continente si sono persi per strada qualcosa come 4,4 miliardi di dollari, come hanno dimostrato i dati raccolti dalla GBGC (Global Betting Gaming Consultant). Le previsioni per il 2013 e il 2014, tuttavia, restano abbastanza ottimistiche. Si tratterebbe dunque soltanto di una crisi passeggera, destinata però a lasciare qualche strascico. Nel prossimo biennio il volume d'affari dovrebbe sì tornare a crescere, ma senza raggiungere i ritmi forsennati degli anni precedenti al 2012. Perché, come è logico che sia, è impossibile che una crisi, per quanto possa essere circoscritta nel tempo, non provochi alcun tipo di effetto. I principali stati europei che hanno adottato il sistema delle licenze, tuttavia, stanno cercando di anticipare i tempi e battere la crisi ancor prima che questa si risolva da sola. È il caso per esempio di Italia, Francia, Spagna e Portogalllo, che nel settore del poker online stanno discutendo da parecchi mesi della possibilità di creare una liquidità condivisa, in modo da garantire un ricambiogenerazionale che in questo mercato, passato il boom, stenta a vedersi. L'idea dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) e dei corrispettivi francesi (ARJEL), spagnoli (DGOJ) e portoghesi (Santa Casa da Misericordia de Lisboa) è quella di unire i bacini d'utenza, permettendo così ai vari player - ora segregati nei confini nazionali - di giocare contro utenti stranieri. Il discorso è ancora in fase embrionale, ma qualora l'esperimento dovesse essere portato a compimento, e dovesse rappresentare un buon successo, potrebbe essere allargato anche al mercato dei giochi da casinò online. (fonte: comunicato stampa)



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