CASERTA, ARRESTO MARTINELLI: 9 GIORNI FA LA SUA DIFESA SU UN QUOTIDIANO
Data: Martedì, 13 marzo @ 14:38:54 CET
Argomento: Cronaca


CAMPANIA, SAN CIPRIANO D'AVERSA (Caserta), 13 marzo 2012 (Casertasette) - Il sindaco avvocato Enrico Martinelli aveva affidato appena nove giorni fa, su un quotidiano, la sua difesa circa la sua estraneità ai fatti contestati. Per una fortuita e inquietante coincidenza, il suo arresto è scattato dopo nemmeno dieci giorni. Ecco quanto scriveva nella sua precisazione il suo legale nella rubrica di un giornale nazionale (foto)

"L'avvocato Enrico Martinelli, sindaco di San Cipriano d'Aversa, non ha mai favorito l'attività di qualsivoglia clan camorristico, tantomeno quello al quale appartiene l'omonimo boss. L'azione di contrasto ai clan da parte dell'amministrazione guidata dal sindaco Martinelli è inequivocabile, come riscontrato anche dalla sentenza emessa dal Consiglio di Stato (n.6657/09) che, vagliando l'attività amministrativa dell'amministrazione nel periodo

2004-2008 sottolinea la dimostrata "sensibilità nei riguardi del contrasto alla criminalità organizzata che non può essere ignorata e gli sforzi fatti per contrastare il fenomeno mafioso". Tale considerazione trova la sua ragione nell'attività documentata di contrasto al clan nel riutilizzo dei beni confiscati ai clan. In particolare il sindaco Martinelli provvedeva allo sgombero dei beni confiscati ai boss Spierto e Salzillo, le cui famiglie continuavano ad abitare in quei beni senza che nessuno fosse mai intervenuto prima; la messa in sicurezza del bene confiscato proprio al boss Martinelli, al fine di salvaguardare la confisca, in quanto il cedimento del fabbricato avrebbe fatto venir meno l'oggetto del provvedimento di confisca stesso; inoltre ha realizzato una scuola materna nel bene confiscato al boss Iovine Salvatore, Uffici comunali nel bene confiscato al boss Basco Antonio, ambulatori Asl nel bene confiscato al boss Salzillo Antonio, lavori appaltati e realizzati sotto l'amministrazione Martinelli, sono in corso: l'appalto per la realizzazione della Caserma dei Carabinieri nel bene confiscato al boss Bardellino Ernesto, ludoteca nel bene confiscato al boss Reccia Stefano, ed altri interventi ancora in un settore scottante, nevralgico per la lotta alla criminalità organizzata, perchè colpisce gli interessi economici oltreché l'autorevolezza del clan nel territorio di appartenenza, tanto che per anni, nel passato, nonostante gestioni commissariali e professionisti dell'antimafia al governo della città, nulla è stato fatto sul riutilizzo dei beni confiscati, anzi forse qualche reticenza su alcune illegittimità, riscontrate e risolte solo dal Sindaco Martinelli e dalla sua amministrazione come l'errore di accatastamento sul bene confiscato al boss Iorio Gaetano denunciato dal Martinelli all' Autorità Giudiziaria competente e per questa attività il sindaco di San Cipriano subiva minacce, avverso le quali esperiva denuncia formale e per il quale pende un procedimento penale. Sempre nella suddetta Sentenza viene valutato anche l'atteggiamento della Giunta Martinelli di ripristino di legalità nell'azione amministrativa allorquando ha spostato in un settore meno sensibile (campo sportivo) prima, e sospeso dal servizio poi, il dipendente-vigile urbano Iovine Giuseppe, fratello di Antonio Iovine «’o ninno», in servizio per quelle funzioni al Comune di San Cipriano per oltre vent'anni, sospensione dal servizio, a seguito di un mero avviso di garanzia, atto non previsto obbligatoriamente per legge ma ritenuto necessario come segnale di legalità, senza se e senza ma, in un territorio difficile, che necessita di risposte certe e chiare su cosa è giusto e cosa è sbagliato. Il riordino della macchina amministrativa ha visto la sostituzione nei settori sensibili dei funzionari responsabili per sradicare ogni ragionevole dubbio di possibile influenza della criminalità organizzata nelle scelte della pubblica amministrazione. Per non parlare della sottoscrizione del Protocollo di legalità in materia di appalti e della sinergia con la locale Caserma dei Carabinieri, e della regolarità amministrativa e contabile della gestione amministrativa che dovette ribadire la stessa Commissione d'Accesso nella propria relazione (pag. 28 Rel. Comm. d'Acc.). Per chi ha improntato la propria condotta al contrasto - nei fatti e non con le chiacchiere - alla criminalità organizzata, è sconcertante sentirsi additare come colluso. Si assiste al paradosso, nel nostro Paese, in questo momento storico, che chi realmente contrasta i clan procurandogli danni, ripristinando la legalità nelle procedure di gara degli appalti, viene sommerso da valanghe di fango mediatico, senza che ad alcuno venga la voglia di verificare negli atti, di leggere i documenti che provano le azioni delle persone. Così nella presunta storia dei pizzini mai recapitati al sindaco Martinelli, che altrimenti, come ha già fatto in altri casi, vedi Iorio, avrebbe immediatamente sporto denuncia all'Autorità Giudiziaria, basterebbe una immediata verifica al Comune di San Cipriano per constatare che sotto l'amministrazione Martinelli ad esempio la ditta Mastrominico (oggetto del pizzino) non ha mai vinto alcun appalto, nè tantomeno quello per l'ampliamento del cimitero

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