PARADOSSI ITALIANI: IMMIGRATI SCIOPERANO CONTRO I CAPORALI DELLE ROTONDE
Data: Venerdì, 08 ottobre @ 20:28:53 CEST
Argomento: Cronaca




CASERTA, 8 OTTOBRE 2010 - Centinaia di immigrati, per la maggior parte appartenenti alle comunità ghanesi e nigeriane che vivono tra le province di Napoli e Caserta da questa mattina stanno attuando una singolare forma di protesta per dire no alle condizioni di sfruttamento del lavoro. Si sono radunati in numerosi presidi esponendo cartelli con la scritta 'Oggi non lavoro per meno di 50 euro'. Gli immigrati chiedono un adeguamento delle retribuzioni. La maggior parte sono impegnati nei lavori nel comparto dell'edilizia e dell'agricoltura. La manifestazione iniziata all'alba si sta svolgendo senza problemi. A quanti passano con le auto gli stranieri spiegano le ragioni della loro protesta lasciando un volantino con il titolo 'Siamo uomini o caporali?' Ribadendo che si tratta di una manifestazione pacifica per "una migliore condizione di lavoro per tutti non solo per gli immigrati".

IMMIGRAZIONE: MOVIMENTO MIGRANTI, CRISI AGGRAVA SFRUTTAMENTO

Per il movimento dei migranti e dei rifugiati di Caserta sono oltre 6 mila e 500 gli immigrati che vivono lungo la fascia costiera tra le provincie di Napoli e Caserta. Per la crisi, però, le loro condizioni sono sensibilmente peggiorate e molto spesso finiscono per lavorare anche per 15 euro al giorno. Oggi hanno deciso di sciopero per lanciare un segnale forte contro il caporalato. Per Mimma D'Amico, del centro sociale Ex Canapificio, uno degli enti che ha proposto lo sciopero degli stranieri di oggi, la situazione è estremamente allarmante. "Gli stranieri fanno una battuta che ormai non è tanto lontano dalla realtà - dice D'Amico - qui si lavora anche per avere un panino". A fare concorrenza alle storiche comunità di africani e asiatici da qualche tempo sono giunti anche romeni e cittadini dell'Est europeo. Per gli africani questi ultimi lavorano per molto meno. E oggi mentre a Villa Literno i rappresentanti della comunità africana incrociavano le braccia i romeni hanno deciso di lavorare lo stesso. "Ma stiamo assistendo ad una situazione paradossale - denuncia ancora D'Amico - molto spesso nelle maglie dei controlli incappano solo questi lavoratori e non chi li sfrutta. La loro condizione di debolezza è determinata anche dal fatto che si ritrovano senza permesso di soggiorno e che quindi se vogliono lavorare devono sottostare a condizioni davvero assurde".

IMMIGRAZIONE:SCIOPERO ANTI CAPORALI RICORDANDO MIRIAM MAKEBA

Da Baia Verde ad Afragola passando per Villa Literno, Casal di Principe, Giugliano, Qualiano, Pianura e Scampia. Sono queste le località delle province di Napoli e Caserta dove oggi gli immigrati hanno pacificamente manifestato contro il caporalato, chiedendo retribuzioni più adeguate. "E' stata una bella manifestazione - dice soddisfatto Alfonso De Vito, della rete antirazzista - perché queste persone oggi hanno rinunciato ad un guadagno, ma innanzitutto perché hanno avuto il coraggio di scendere in piazza, metterci la faccia e sfidare i caporali". Particolarmente significativo il presidio di Baia Verde, proprio nella piazzetta dove due anni fa al termine di un concerto per le vittime di Castel Volturno, morì Miriam Makeba, mamma Africa, e che, in particolar modo, i ragazzi del Ghana e della Nigeria hanno voluto ricordare con particolare affetto. "E' stato solo un primo appuntamento - spiega ancora De Vito - perché l'impegno per far terminare questa spirale di sfruttamento è molto lungo".

IMMIGRAZIONE: SCIOPERO ANTI CAPORALI, 'NOI COME SCHIAVI'

Joseph, ghanese, 39 anni, da nove in Italia è uno degli immigrati che questa mattina ha aderito allo sciopero, svoltosi tra le province di Napoli e Caserta, per chiedere una retribuzione più adeguata. Sposato, con due figli, anche se abita un una modestissima abitazione alla periferia di Villa Literno (Caserta), con una retribuzione che oscilla tra i 25 ed i 30 euro al giorno non riesce più a sbarcare il lunario. Joseph fa di tutto: il bracciante in estate nei poderi della zona raccogliendo frutta e ortaggi per 12 ore al giorno, il manovale, il facchino ed il giardiniere ma il suo sogno è quello di non "essere più trattato come uno schiavo" "Di certo se uno si adatta - dice in un italiano stentato - la fatica non manca ma pur lavorando 30 giorni al mese è difficile vivere con al massimo 900 euro". Una cifra con la quale bisogna far fronte all'affitto, al pagamento della luce, del gas e quel poco che resta si spende per il cibo. La storia di Joseph e simile a quella di tanti altri immigrati che vivono in zona. Alcuni hanno detto che alla paga bisogna sottrarre anche dai 3 ai 5 euro per il caporale che provvede a trovare il lavoro e talvolta al trasporto. "Quello che chiediamo - dice Joseph - e di avere una retribuzione di 50 euro al giorno, quanto viene corrisposto ad un bracciante italiano". Senza dire che molto spesso per gli stranieri, anche per quelli regolari, l'evasione contributiva é totale: così niente contributi, anche se minimi, che consentono di accedere al sussidio di disoccupazione.

IMMIGRAZIONE: NICODEMO,MANIFESTAZIONE MIGRANTI ATTO CIVILTA'

"La manifestazione dei migranti contro il caporalato nelle rotonde tra Napoli e Caserta è un atto di civiltà contro una schiavitù che il ceto politico e sindacale non vuole o ancora non sa vedere. La politica, se vuole essere tale, deve imparare a interrogarsi sulle condizioni di vita e di lavoro di queste persone". Lo sostiene Francesco Nicodemo, consigliere comunale di Napoli del Pd. "I migranti africani ed extracomunitari nelle nostre province anche in un periodo di profonda recessione come l'attuale rappresentano una risorsa. Spesso - aggiunge - alcune parti della società italiana invece per cieca convenienza rendono clandestini i loro più basilari diritti violando i capisaldi dei principi costituzionali. Mi chiedo, ma è retorico farlo, cosa ne pensa la Lega che ha inventato un 'modello Caserta' come unico solo argomento di propaganda per il settentrione. Mi chiedo se ai soldati presenti in una di queste due province è stato mai proposto di adoperarsi contro la negazione di importanti diritti costituzionali che se non attuati generano schiavitù. La Lega ma anche tutto il ceto politico e sindacale se vuole rappresentare e lavorare sulla complessità della nostra società devono farsi carico anche delle istanze oggi rappresentati dallo sciopero dei migranti contro il caporalato".

IMMIGRAZIONE: RICCIO, GLI INCIVILI SONO I CAPORALI

"I migranti che stamattina hanno incrociato le braccia alle rotonde dove, solitamente, vengono assoldati da veri sfruttatori, hanno compiuto un atto di grandissima civiltà. Gli incivili sono i caporali". E' il commento di Giulio Riccio, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, alla giornata 'Stop sfruttamento, diritti e dignita'' che si svolge nella traiettoria dei comuni tra Napoli e Caserta, scenario quotidiano del reclutamento di braccia prevalentemente nei settori dell'edilizia e dell'agricoltura. "Chiedere di essere pagati 50 euro al giorno, come gli italiani, al di là del proprio status - continua l'assessore Riccio - è una richiesta innanzitutto di dignità. In tante zone del napoletano e del casertano i migranti sono trattati come veri schiavi. La lezione di Rosarno non è stata compresa e il rischio che, a furia di calpestare i diritti delle persone, si rinnovino situazioni da Medioevo è tutt'ora presente". "Fondamentale e di assoluto valore è il protagonismo delle organizzazioni dei migranti che combattono per il riconoscimento di diritti fondamentali delle persone. La giornata di oggi ne è una dimostrazione", conclude l'assessore Riccio. IMMIGRAZIONE: AMENDOLA (PD), CHI DENUNCIA NON RIMANGA SOLO GOVERNO METTA DA PARTE POLITICHE RAZZISTE DELLA LEGA

"Chi ha il coraggio di denunciare le ingiustizie non deve essere lasciato solo. Il Pd è con gli immigrati e con quanti, da tempo, si battono contro il caporalato e lo sfruttamento". E' il parere espresso da Enzo Amendola, segretario regionale Pd Campania, in merito al primo sciopero in Italia messo in atto questa mattina, tra le province di Napoli e Caserta, da immigrati che lavorano alla giornata nei campi e nei cantieri edili. "Ho visto di persona il degrado in cui tanti giovani extracomunitari sono costretti a vivere, e ho ascoltato le loro storie. Il governo metta da parte le politiche razziste della Lega: servono risposte immediate a chi lavora da anni in Italia, é indispensabile per la nostra economia e non gode di nessun diritto", ha concluso Amendola.





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