STUDIO SWG:IMMIGRATI NON SODDISFATTI DI CASERTA (MA PRESENZE NON DIMINUISCONO)
Data: Venerdì, 26 marzo @ 06:27:06 CET
Argomento: Università




Un immigrato su tre sceglie di venire in Italia su consiglio di amici e parenti. Lo ha rilevato uno studio sulla condizione di vita degli immigrati nel nostro paese realizzato dalla Swg in collaborazione con il Dipartimento di scienze politiche e sociologia dell'Università di Firenze. Per la rilevazione sono stati intervistati 1.200 immigrati che abitano in sei città (Torino, Milano, Trieste, Firenze, Roma, Napoli) e in sei aree economico-produttive (Montebelluna, Albenga, Mirandola, Santa Croce, Villa Literno, Mazara del Vallo). L'indagine - i cui risultati sono stati pubblicati da Stranieriinitalia.it - ha confermato che lavoro è stata la prima causa di emigrazione (43%); per il 21% l'obiettivo primario era quello di aiutare la propria famiglia o per costruirsene una propria. Una quota inferiore, concentrata soprattutto a Trieste e Milano, ha deciso invece di lasciare il paese di origine per andare a studiare. La scelta dell'Italia è stata consigliata, nel 36% dei casi, da amici e parenti. Il 28% ha ritenuto che la meta italiana avrebbe potuto offrire loro lavoro. Il 46% del campione ha un lavoro a tempo pieno. Considerando anche i lavoratori part-time, tale quota supera la metà degli interpellati. Ma anche dal punto di vista economico i risultati sono positivi: la maggioranza (51%) giudica discreta la propria condizione e quasi un quarto del campione addirittura buona. Osservando le zone intervistate, i più contenti in questo senso vivono a Montebelluna, Milano e Trieste, mentre i meno soddisfatti a Firenze e Caserta. Rispetto all'impatto degli immigrati con il nostro paese, il 15% afferma la maggiore soddisfazione è legata alla sfera lavorativa e al raggiungimento dell'indipendenza economica (13%). A seguire, la soddisfazione in campo affettivo, che riguarda il 12% del campione, e l'ottenimento di documenti regolari (9%). Il maggior timore espresso dal campione (11%) riguarda la solitudine, l'indigenza e l'incertezza sul futuro. Per un intervistato su dieci, il rischio più grave riguarda l' irregolarità. Il 19% dichiara di non avere avuto alcun timore trasferendosi in Italia.





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