SOTTOSEGRATARIO MANTOVANO A CASERTA: RESTANO MILITARI, APRONO I CIE
Data: Venerdì, 29 maggio @ 10:08:57 CEST
Argomento: Cronaca




CASERTA, 28 maggio 2009 - Diminuzione delle rapine, conferma dei militari sul territorio per altri sei mesi, auspicio su apertura in tutte le regioni dei cosiddetti centri di identificazione per immigrati e rassicurazioni sui fondi per le procure. Dopo l’ultima visita dello scorso aprile del ministro Maroni, oggi a Caserta è stata la volta del sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, intervenuto presso la prefettura di Caserta per un vertice interforze di polizia e magistratura (locale e Dda). «I soldati dovrebbero rimanere in provincia di Caserta, in aggiunta ai rinforzi di polizia e carabinieri, per contrastare la criminalità organizzata ed anche quella diffusa, soprattutto nell'agro aversano e sul litorale domiziano, per altri sei mesi, dopo la scadenza di giugno, prevista dal provvedimento del governo», ha affermato Mantovano nel corso di un briefing con la stampa. «Questa - ha spiegato - è la richiesta che viene dal territorio e che è condivisa dal ministero dell'Interno, ma che deve trovare conferma dal Consiglio dei Ministri. Il rafforzamento di uomini e mezzi nel Casertano – ha proseguito – come dimostrano i dati, ha consentito risultati eccellenti non solo nella lotta alla criminalità organizzata ed all'arresto di pericolosi latitanti, ma anche una diminuzione di furti e rapine». Non mancato un passaggio dedicato alla questione immigrati. «Noi intendiamo rendere effettive le espulsioni, che non devono essere virtuali con la semplice consegna di foglietti, ma per il reato di ingresso clandestino che abbiamo introdotto, è indispensabile la prosecuzione dei tempi massimi di permanenza nei centri di identificazione». Per il sottosegretario, «l'apertura di Centri di identificazione ed espulsione in tutte le regioni italiane, è perciò indispensabile ed il progetto sarà realizzato entro l'anno». «La presenza di un Cie in un territorio - ha aggiunto Mantovano - è un elemento che eleva e non abbassa lo standard di sicurezza, perchè garantisce la effettività dell'espulsione. Una minore disponibilità di posti nei Cie, infatti - secondo il sottosegretario - comporta che un certo numero di espulsioni non si faccia e si sostituisca con un foglietto che non serve a nulla».





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