LA MORTE DEL SINDACO DI CERVINO RESTA UN GIALLO: LIBERI PRESUNTI ASSASSINI
Data: Mercoledì, 06 maggio @ 09:03:36 CEST
Argomento: Cronaca




CERVINO (Caserta) – (dal Corriere del Mezzogiorno del 6 Maggio 2009) - Sembrava essere stato risolto con due arresti il giallo sulla morte di Giovanni Piscitelli, 52 anni, sindaco di Cervino, il cui cadavere fu trovato semicarbonizzato in una zona montuosa del Casertano ma, a quanto pare, è di nuovo mistero sulla morte del primo cittadino. La decisione del Tribunale distrettuale del Riesame, depositata ieri (le motivazioni dettagliate si conosceranno nei prossimi giorni) ha rimesso tutto in discussione. I giudici della decima sezione del Tribunale della Libertà, presieduti da Sergio Aliperti, hanno scarcerato i due presunti colpevoli per mancanza di gravi indizi: sono tornati a casa, dunque il giovane ingegnere Pietro Esposito Acanfora, 36 anni, di San Nicola La Strada, dirigente dell'ufficio tecnico di Cervino (difeso dagli avvocati Carlo Destavola e Rocco Trombetti) e Vincenzo Vigliotti, 43 anni, piccolo imprenditore edile del posto (difesi dagli avvocati Giuseppe Stellato e Gennaro Iannotti). Erano stati accusati entrambi di omicidio aggravato dalla particolare crudeltà della modalità dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Il gip Stefania Amodeo aveva accolto in pieno la tesi del pm Maurizio Giordano (lo stesso sostituto dell’inchiesta Biopower di Pignataro Maggiore) contestata dai legali che hanno sempre sostenuto l’estraneità dei loro assistiti sulla base di mere ipotesi investigative. Legato, ucciso a colpi di pistola e rinchiuso in un’auto (con la quale era stato sequestrato) alla quale fu dato fuoco. Fu una morte atroce quella di Giovanni Piscitelli - sindaco del piccolo comune ai confini tra Caserta e Benevento – il cui corpo fu rinvenuto in una zona montuosa di Durazzano, nel febbraio dello scorso anno. Lo scorso aprile, a distanza di poco più di un anno, i carabinieri avevano eseguito i due arresti. Secondo gli inquirenti il movente del gesto sarebbe è da ricondurre alla gestione degli affari del Comune, in particolare alla concessione di licenze edilizie e appalti. I loro nomi, erano finiti nell’ordinanza cautelare alla quale, si apprende da voci di corridoio, erano seguite altre indagini. Ai due, dopo gli arresti, era stato anche vietato l’ incontro con i legali prima degli interrogatori. Il coinvolgimento dei due indagati aveva destato molto scalpore nel piccolo comune del Casertano, ma i carabinieri ritengono che ci siano altre persone che hanno appoggiato o ostacolato le indagini. Poco prima della mezzanotte del 28 febbraio 2008 una telefonata anonima aveva informato la centrale operativa dell'Arma di un incendio in località «Lebbrosi». In quel posto i carabinieri trovarono il corpo di Piscitelli, di professione infermiere. Secondo le indagini, il sindaco aveva appuntamento con i suoi carnefici, e, dopo un'animata discussione, era stato tramortito con un colpo all'altezza del collo dato a mani nude. Uno dei complici era andato a recuperare la vettura del primo cittadino parcheggiata nel piazzale del comune. L'ingegnere e l'imprenditore si sarebbero ritrovati presso i «Lebbrosi», e qui avrebbero arso vivo Piscitelli. Nel pomeriggio, un testimone oculare, avrebbe visto l'auto del sindaco che usciva dal parcheggio in fretta andando anche a sbattere contro il marciapiede, ma alla guida non c'era Piscitelli.





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