INCHIESTA BIOPOWER: NAPPI, COZZOLINO E MAGLIOCCA SOLO PERQUISITI
Data: Giovedì, 30 aprile @ 16:10:37 CEST
Argomento: Cronaca




PIGNATARO MAGGIORE (Caserta, 28 aprile 2009) - Perquisizione senza esito e avviso di garanzia solo in relazione all'atto della perquisizione stessa: è questo il coinvolgimento del sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca, destinatario di una perquisizione (insieme a Cozzolino e Nappi) negli uffici comunali e nell’abitazione a margine dell'inchiesta sulla centrale a biomasse di Pignataro Maggiore alla cui costruzione era interessata la societa' Biopower finita nel mirino dei magistrati sammaritani. «Sono dispiaciuto per quanto emerso dalle indagini portate avanti dalla procura di Santa Maria Capua Vetere circa l’insediamento della centrale a biomasse vergini nel territorio del comune che amministro – spiega sul suo sito web Magliocca – ma rimango convinto, da un punto di vista politico, della bontà dell’operazione e del ritorno che ne dovrà ricevere la mia comunità. Sono anche convinto dell’estraneità ai fatti del consigliere comunale Franco D’Alonzo». Proprio quest’ultimo, consigliere comunale di maggioranza del Comune del casertano, nel maggio 2007 aveva votato a favore di una convenzione con la Biopower in consiglio comunale disponendo il nulla osta alla realizzazione della centrale, in cambio di sponsorizzazioni per la squadra di calcio locale da lui gestita. Un consigliere di minoranza del comune casertano di Pignataro Maggiore, Raimondo Cuccaro, firmatario di due ricorsi al Tar e di un esposto contro le procedure di affidamento dei lavori sarebbe stato invitato dall’ex assessore alle attività produttive della Provincia di Caserta, Franco Capobianco (stessa area politica del consigliere) ad evitare proteste e denunce pubbliche sulle modalità di autorizzazione alla costruzione della centrale biotermica, in cambio della promessa di assumere personale su sua indicazione e dell'assunzione di un suo segnalato come consulente del gruppo. Nell’inchiesta figura anche un ingengnere nominato appena un mese fa assessore al comune di Santa Maria Capua Vetere, Giuseppe Esposito, in quota all’Italia dei Lavori, dimesso ieri dal sindaco Giancarlo Giudicianni a seguito dell’inchiesta. Intanto, per la posizione dell’ingegnere Italo Verzillo, i legali del professionista, gli avvocati Pierfrancesco Lugnano e Alessandra Verzillo – in una nota – precisano che nel caso specifico, il loro assistito «ha redatto la progettazione delle sole fondazioni dell’edificio tecnologico e non la progettazione delle fondazioni degli impianti attenendosi strettamente all’osservanza del Testo Unico del 2008. Lo stesso consulente non muove alcun rilievo a tale fase di progettazione. Ciò rende ancor più inverosimile che l’ing. Verzillo sia stato sottoposto a provvedimento cautelare (arresti domiciliari) e sia stato esposto ad un vero massacro mediatico per vicende a lui del tutto estranee». In particolare i tecnici che hanno preso parte alla progettazione ed alla realizzazione dell’opera, sono intervenuti in fasi e tempi differenti, collaborando, distintamente, alla preparazione della documentazione che accompagna la richiesta di finanziamento, alla redazione dei progetti delle strutture in elevazione, ovvero allo sviluppo del progetto per la costruzione delle fondazioni.





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