GIUSTIZIA. A S.MARIA C.V. I GIUDICI DENUNCIANO L'ASSENZA DELLA STAMPA NAZIONALE
Data: Domenica, 14 marzo @ 16:33:21 CET
Argomento: Cittadini e Giustizia




«Voglio ringraziare provocatoriamente il piromane che la scorsa settimana ha incendiato l’ufficio della Procura per aver dato un po’ di visibilità ai problemi di questo tribunale contrariamente a cinque anni fa, quando dovemmo ricorrere ad una inserzione a pagamento su un quotidiano per far arrivare la nostra voce oltre Caserta e Napoli». Lo ha affermato oggi Raffaello Magi, giudice a latere della Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere, intervenendo all’assemblea organizzata dalla locale sottosezione dell’Associazione Nazionale Magistrati all’indomani dell’attentato incendiario commesso da un geometra con alcuni problemi di salute mentale che voleva distruggere le prove raccolte nei suoi confronti dal pm Giovanni Cilenti nell’ambito di un procedimento per calunnia. All’assemblea, presieduta da Francesco Cananzi, sono intervenuti i consiglieri del Csm Ernesto Aghina, Francesco Menditto e Luigi Riello; il segretario nazionale dell’Anm Carlo Fucci; il presidente del Tribunale Carlo Alemi; il capo della Procura Mariano Maffei; i vertici dell’Anm di Napoli; il presidente delle Camere penali della Campania Giuseppe Garofalo; il presidente della Camera Penale Alessandro Diana; l’avvocato Alfonso Quarto in rappresentanza dell’ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere; i deputati Pasquale Giuliano, Alessandro De Franciscis, Gaetano Pascarella e Lorenzo Diana, numerosi magistrati del circondario casertano e rappresentanti sindacali. Rimarcando ancora una volta la scarsa attenzione da parte del Ministero di Giustizia sui problemi di sottodimensionamento degli organici del Palazzo di Giustizia sammaritano, i magistrati hanno evidenziato la difficoltà di rappresentare i loro problemi attraverso giornali e tv nazionali denunciando «l’abbandono mediatico – è scritto in un dossier - che rispecchia l’abbandono istituzionale». «E’ triste – ha affermato il consigliere del Csm Luigi Riello, riferendosi ad uno spazio acquistato dai magistrati sammaritani cinque anni fa su un quotidiano nazionale – constatare che per avere uno spazio mediatico le toghe sono state costrette a ricorrere all’acquisto di un’intera pagina di un giornale. Eppure - ha continuato Riello – il Palazzo di Giustizia di Santa Maria Capua Vetere è al sesto posto in Italia per carico di lavoro al pari di quello di Palermo che per gli stessi procedimenti può disporre di quaranta magistrati in più. Non vorrei che accadesse quanto avvenuto per il caso Parmalat, vicenda portata all’attenzione pubblica per la prima volta dal comico Beppe Grillo. Ecco – ha concluso Riello – non vorrei che dovessimo ricorrere a “Striscia la Notizia” e non ad un tg nazionale per avere un po’ di visibilità». A conclusione dell’assemblea, il consigliere Aghina del Csm si è impegnato con i colleghi a portare concretamente il caso Santa Maria Capua Vetere davanti al Csm con la richiesta di apertura di una pratica.





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