GUARINO: 'I MIEI GIORNALISTI SGRAMMATICATI. PALMESANO ATTIRAVA QUERELE'
Data: Martedì, 24 febbraio @ 13:08:16 CET
Argomento: Giornali e Giornalisti


L'ex direttore del Corriere di Caserta, Gianluigi Guarino - attualmene direttore di Casertece web - interviene con un editoriale oggi sul suo giornale on line all'indomani dell'operazione Caleno: Guarino è parte offesa insieme a Enzo Palmesano, in quanto quest'ultimo sarebbe stato 'censurato' dopo l'intervento (presso Guarino) di un giornalista sportivo, Francesco Cascella. Non concorso o favoreggiameto con Cascella, ma vittima di una violenza privata insieme a Palmesano. Ma in realtà, il vero motivo della sospensione degli articoli di Palmesano - spiega Guarino nel suo editoriale - è che gli producevano troppe querele. Inoltre, sul fatto che dall'intercettazione ambientale è emerso il passaggio sul 'direttore che non leggeva nemmeno gli articoli del suo giornale...', Guarino è preciso: il settanta per cento erano sgrammaticati. A Guarino diamo ragione sul fatto che nessun magistrato l'ha interpellato (infatti poteva rischiare anche un'accusa di concorso esterno o favoreggiamento): d'altronde i meccanismi dell'accusa a volte sono davvero diversi da caso a caso. Ecco un passaggio dell'editoriale di Guarino



CASERTA ".... L’idiota con l’anello al naso, lo gnoccolone esecutore di ordini sarebbe stato, invece, il sottoscritto che, stando a quello che si ascolta in un colloquio intercettato tra Cascella e Lubrano, “non leggerebbe nemmeno gli articoli pubblicati nel suo giornale”. Ora, al di là del fatto, che leggere trecento articoli al giorno, il settanta per cento dei quali sgrammaticati e incomprensibili, frutto avvelenato del sistema perverso e corruttore del paginificio....
Detto questo, chiarisco un paio di cosette in replica alle suggestive tesi esternate da magistrati e inquirenti ieri mattina nel corso della conferenza stampa. Uno: il fatto che il collega Enzo Palmesano si nascondesse dietro quegli pseudonimi era noto a tutti a Pignataro e Sparanise. Né lo stesso Palmesano si preoccupava granché di mantenere segreto il fatto. L’identità di Enzo Palmesano era ampiamente nota anche all’autorità giudiziaria, in quanto il sottoscritto, in almeno una dozzina di casi, ha avuto il dovere di rivelarla agli uomini della polizia giudiziaria che sono venuti in redazione a notificare querele a raffica al sottoscritto e per conoscere e formalmente registrare dalla voce del gerente l’identità dell’autore di quegli articoli. Due: Francesco Cascella lo conoscevo bene. Saliva e scendeva dalla redazione del Corriere di Caserta in quanto faceva il giornalista a Telealternativa, televisione di cui il proprietario del Corriere era, al tempo, comproprietario e con la quale si operava in stretta sinergia professionale. Se è vero che Cascella qualcosa da ridire sugli articoli di Palmesano l’aveva, è anche vero che chi mi conosce sa bene che sono borioso, pieno di me, attaccabrighe, sconsiderato, irresponsabile e temerario a sufficienza per non darla vinta nemmeno allo spirito santo, figuriamoci a un camorrista, che è (e lo ripeto ancora dopo averlo già scritto nei mesi scorsi quando il furbetto Saviano strumentalizzò biecamente il Corriere per fare altra pubblicità al suo libro) figura antropologicamente estranea al mio codice di declinazione etnica di montanaro sannita. (da Casertace - Gianluigi Guarno) 23 febbraio 2009)





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