OPERAZIONE G.D.F. CLEAN UP: PERQUISIZIONI ANCHE A SAN FELICE A C. E TEVEROLA
Data: Venerdì, 13 febbraio @ 18:44:17 CET
Argomento: Cronaca




L'indagine di polizia giudiziaria, delegata dalla Procura della Repubblica di AscoJì Piceno, è stata conclusa ieri dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Ascoli Piceno ed ha interessato le regioni delle Marche. del Lazio. della Campania, dell'Abruzzo e della Calabria. Le attività, partite da Ascoli Piceno nel mese di ottobre 2007, hanno avuto .origine dall'acquisizione. da parte dei militari della predetta Compagnia, di elementi attestanti la potenziale esistenza di una capillare e radicata organizzazione criminale, dedita alla materiale contraffazione e successiva commercializzazione di valor; bollati ed ha portato alla scoperta di due stamperie clandestine, una a Villa Literno (Caserta) e l'altra a Poggio San Marcello (Ancora). Le indagini, supportate anche dalle "attività tecniche", hanno consentito di ricostruire passo passo l'articolata sistema impiantato dai vari soggetti coinvolti nelle attività illecite, un sistema del quale sono stati individuati anche l diversi livellì di responsabilità, caratterizza~i da "passaggI" e "tappe" di una filiera. creata "ad hocJl con l'esclusiva finalità della spendita' dei prodotti contraffatti. La fase iniziale del disegno criminoso consi$tev~ nel reperimento, presso svariati tabaccai, di enormi quantitativi di marche da bollo di piccolissimo taglio -in genere di queJJo da 0,03 euro -al quale seguiva lo stadio più "professionale" del progetto criminoso, l'alterazione, appunto, degli stessi valori bollati, attuata mediante un vero e proprio "lavaggio' utilizzando particolari solventi -owero, in altri cas;, oon diversi artifizi -delle sue componenti essenziali (importo, data ed ora di emissione), le quali, quindi, venìvano poi riprodotte mediante specifiche apparecchiature informatiche. " valore originario delle marche da bollo da 0,03 centesimi assumeva quindi un'entita differente, generalmente quella più consistente da 14,62 euro, determinando, quindi, JI guadagno, per ogni singola marca, di ben 14,59 euro. La riprova di tali espediente è stata acquisita direttamente dalle Fiamme Gialle di Ascoli Piceno attraverso l'analisi di diverse marche da bollo da 14,62 euro apposte sui vari atti presentati per la registrazione agli Uffici Fina.nziari, risultate invero originariamente emesse per il valore diverso dì 0,03 eUfo;daqui, quindi, l'avvio delle più penetranti indagini che hanno portato aHa scoperta dell'ìngente frode. Dairiscontri effettuati -resi agevoli anche grazie alle potenzia/ifa del software messo a disposizione. dall'Agenzia delle Entrate sul proprio sito internet (indirizzo: www.agenziaentrate.itlservizi/valoribollati/index.hlm) -è stato possibile rilevare le singole tabaccherie che avevano materialmente provveduto a stampare i suddetti valori bollatL A seguito denenumerose perquisizioni -una cinquantina circa, effettuate ad Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto (AP), Porto Sant'Elpidio (AP), Torre San Patn'zio (AP) , Montegranaro (AP), Loreto (AN), Senigallia (AN), Serrà de' Conti (AN), Poggio San Marcello (AN), Tortoreto (TE), Valle Castellana (TE), Napoli, Casoria (NA), Melito (NA), Catanzaro, Botricello (eZ), San Felice a Cancello (CE), Villa Literno (CE), Teverola (CE) e Roma -è emerso che i titolari delle medesime rivendite avevano in più occasioni venduto grosse quantità dì marche da bollo a svariati personaggi -operanti, in particolare, nei comprensori di Ancona e di Fermo -i quali, dopo l'approwìgionamento. avevano sottoposto le stesse ad alterazione consistente, come detto, nella cancellazione e successiva riproduzione delle loro componenti essenziali. Tali soggetti avevano poi messo in circolazione i suddetti valori bollati contraffatti, vendendoli prevalentemente ai titolari di svariate tabaccherie. non solo in tutta la regione Marche, provincia di Ascoli Piceno compresa, ma attuand.o anche intensi scambi con quello che può essere definito il "fulcro campano" dell'organizzazione criminale, rappresentato da soggetti operanti nel casertano, Napoli e relativa provincia. -Costoro operçlvano con carattere di sistematicità, dando vita ad un meccanismo l ~ , assolutamente efficiente e funzionale. basato essenzialmente sul.la ricezione dell'ordinativo da parte del cliente (con $pecificazione del numero di pezzi da fabbricare, della data da apporre nonché della' tipo/ogia di marca da bollo da realizzare), sulla materiale realizzazione di quanto richiesto e successiva cessione, in cambio del corrispettivo preliminarmente pattuito. Ta.le organizzazione, a partire da questo "vertice" operante in Campania, contemplava poi ramificazioni capillari sia all'interno della medesima regione che in aftre parti d'Italia, quali la Calabria, il Lazio e l'Abruzzo. Le indagini hanno quindi detenninato l'emersione di un fenomeno gravissimo ed assolutamente preoccupantej dalle proporzioni e dimensioni ben più ampie di quanto, in prima battuta, si poteva ipotizzare, la cui vastità ha interessato anche i m~ltepljci ambiti di utilizzo del valori bollati. Nel corso delle attività sono stati ,effettuati numerosi e rilevanti sequestri di val.ori bollati contraffattI da parte della Compagnia di Ascoli Piceno che, per esiigenze investigative, si è avvalsa anche della collaborazìone dei Comandi Provinciali delta Guardia di Finanza di Roma, Ancona, Caserta, Napoli, Catanzaro e Teramo. Una volta individuata in modo capillare l'organizZazione, con tutte le sue numeros;ssime ramificazioni e ricostruito il quadro d'insieme degli elementi di prova necessari per riconoscere, in capo ad ogni persona coinvolta negli illeciti, il proprio ruolo attivo e connesse responsabilità, il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Ascoli Piceno -dr. Ettore PICARDI -ha ritenuto imprescindibile richiedere al competente Giudice per le Indagini Preliminari -dr.ssa Annalisa GIANFELICE -l'adozione di misure cautelari personali nei confronti dei "protagonistI' del sodalizio in argomento -al fine, tra l'altro, di impedire che fattività criminosa potesse estendersi in altri ulteriori ambiti -in quanto ognuno, quantunque con ruolo diverso, aveva contribuito, senza soluzione di continuità, alla circolazione dei valori bollati contraffatti,. L'epilogo delle indagini ha avuto luogo in data 11 febbraio 2009 attraverso l'esecuzione contestuale, nelle diverse regioni del territorio nazionale·, dei prowed~menti restrittivi emessi dal citato G.I.P. che, nello specifico, hanno riguardato: nr. 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere; nr. 1 ordinanza di a.rresti domieiliari; -nr. 12 obblighi di dimora. Nel complesso, 106 persone sono state deferite alla competente Autorità Giudiziaria per le violazioni previste dagli articoli 459 "Falsificazione dì valori di baffo, introduzione nello S:tato:. acquisto, detenzione o messa in circolazione di valori di bollo falsificati", 453 "Falsificazione di moneteJ spendita e introduzione nello Stato, previo conceria, di monete falsificate", 455 "Spendita ti introduzione ne/to Stato, senza concerto, di monete falsificate" e art. 464 "Uso di valori di bollo contraffatti o alteratr del Codice Penale. I Le perquisizioni effettuate nel contesto hanno determinato peraltro la. scoperta di due stamperie clandestine, una a Villa Literno (Caserta), al cui interno sono stati rinvenuti i personal computer, solventi. stampanti, spray fissanti e circa 10.000 marche da bol/o, tra i originali e contraffatte e l'altra a Poggio San Marcello (AN), al cui interno sono stati I rinvenuti personal computer, stampanti, banconote false già stampate per un valore corrispondente ad euro 50.000, pronte per la commercializzazìone ed altre, n. 635, in fase di stampa. Complessivamente. l'operazione "Clean up" ha consentito il sequestro di: -nr. 16.000 marche da bollo contraffatte; nr. 100 banconote fàlsè da 500 euro; euro 7.200 in contanti;!'.'. . nr. 900 assegni/cambiali per un importo di circa 710.0'00 euro; -nr. 635 fogli per la stampa di banconote; -nr. 4 stampi utilizzati per la cancellazione delle marche da bollo; -nr. 4 personal computer; -nr. 8 stampanti e 5 timbri; nr. 3 diamanti; nr. 2 telefoni cellularì. (13 febbraio 2009)





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