SAVIANO-SANDOKAN, FISCHI PER FIASCHI: NON ERANO MINACCE MA QUERELE
Data: Giovedì, 16 ottobre @ 15:39:33 CEST
Argomento: Cronaca




Sarebbe contenuto non in un lettera trasmessa via fax ma in una delle cinque missive, in busta chiusa, inviate tra agosto e settembre dal carcere milanese di 'Opera' ad uno dei suoi avvocati difensori quello ritenuto intizialmente un presunto minaccioso avvertimento di Francesco Schiavone, detto 'Sandokan', nei confronti dello scrittore Roberto Saviano. E' quanto si apprende in ambienti del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap) che, dopo un rapido accertamento successivo alla puntata di 'Matrix' durante la quale è stato reso noto il contenuto della lettera datata 11 settembre, ha verificato che il regime di 41 bis (il cosiddetto carcere 'duro') non sarebbe stato eluso dal boss dei Casalesi. Per legge, infatti, la corrispondenza dei detenuti - anche quelli in 41 bis - con i propri legali non può essere controllata né sottoposta a censura. Nella lettera al suo avvocato, datata 11 settembre, Saviano non viene mai citato, ma di lui 'Sandokan' scrive: "Questo grande romanziere che fa il portavoce di chissà chi deve smettere di fare illazioni calunniose false su di me, non solo in conferenza stampa, ma poi riportate sul giornale 'Repubblica', che lo leggono milioni di persone, accostandomi a signori che non ho mai conosciuto". La lettera sarebbe partita all'indomani del festival sul libro di Mantova, cui ha partecipato l'autore di 'Gomorra' e, secondo i legali di Schiavone, era da intendersi come il mandato a querelare lo scrittore Tuttavia - si è inoltre appreso - già precedentemente, nel mese di agosto, 'Sandokan' avrebbe sporto querela contro Saviano. Lo avrebbe fatto dal carcere e la denuncia sarebbe stata trasmessa all'autorità giudiziaria di Trento, per competenza rispetto alla casa editrice che ha pubblicato 'Gomorra'. L'ultima missiva di Francesco Schiavone ai propri legali (sempre in busta chiusa) risale a dieci giorni fa. Oltre al '41 bis', al boss dei Casalesi è stato applicato, lo scorso agosto, anche il 14 bis, vale a dire un regime di sorveglianza particolare che lo isola rispetto a tutti gli altri detenuti e che gli impedisce di vedere tv e di leggere i giornali. Restano però garantiti i colloqui con i familiari e con gli avvocati. E dal momento che il diritto di difesa è un principio costituzionalmente garantito, la posta con i legali non può essere censurata. (16 ottobre 2008-15:35)

Veltroni chiede dimissioni Cosentino - Il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino (Pdl) si deve dimettere. La richiesta viene dal segretario del Pd Walter Veltroni che, in un'intervista a "L'Espresso", si scaglia contro l'uomo di Forza Italia in Campania indicato dai pentiti della camorra come vicino al clan dei casalesi. "C'é un sottosegretario di questo governo - dice Veltroni - che è stato chiamato in causa per la quinta volta da cinque pentiti differenti e non ha sentito il bisogno di dare alcun chiarimento. Credo che la sua presenza in una postazione così delicata sia imbarazzante per tutto lo schieramento di maggioranza. Sarebbe opportuno che facesse un passo indietro". "Ci sono aree di collusione, ambiguità, connivenza. La mafia e la camorra sono in grado di garantire voti, a qualcuno possono piacere quei voti. Questa volta - sottolinea il segretario del Pd - vorrei che Berlusconi non dicesse 'me ne frego' o che lui ha da lavorare".

Cgil su Saviano La Cgil Campania, in una nota, invita ad una "mobilitazione civile nazionale a sostegno della libertà di pensiero e per il diritto ad una vita normale dello scrittore Roberto Saviano". "E' necessaria in questa fase - secondo la Cgil Campania - una lotta dura e intransigente al clan dei Casalesi per la legalità e lo sviluppo in provincia di Caserta e nell'intero Mezzogiorno".

Interventi su caso Saviano "Caro Roberto Saviano, non mollare. A nome dei siciliani che hanno combattuto e combattono le mafie, che respingono minacce e cancellazioni della memoria, siamo con te". Lo dice in una nota il presidente del centro studi "Pio La Torre", Vito Lo Monaco, rivolgendosi allo scrittore.
Il presidente del Senato, Renato Schifani, intervenendo a Locri alla commemorazione di Francesco Fortugno, ha sottolineato la necessità dell'unità delle istituzioni e dei cittadini per respingere le minacce che vengono rivolte a chi la combatte dalla mafia, facendo riferimento specifico alla vicenda di Roberto Saviano. "Sono certo - ha detto il presidente Schifani - che il Parlamento saprà offrire, nella costruttiva collaborazione tra le parti politiche, nuovi ed efficaci strumenti di contrasto della criminalità organizzata alla magistratura e alle forze di polizia, alle quali va il mio apprezzamento e il mio ringraziamento. Ciò in una rinnovata vitalità della presenza sul territorio delle istituzioni locali e regionali e delle strutture associative e di volontariato, e in un impegno rinnovato dei singoli cittadini, affinché sia scritta col contributo di tutti una nuova pagina della lotta contro la ferocia criminale, e i ragazzi e le ragazze di Calabria, impegnati in prima persona, vedano sempre più vicina e a portata di mano la realtà di una vittoria difficile ma finalmente possibile. E le minacce che ancora oggi la mafia e la criminalità organizzata rivolgono a chi, come Roberto Saviano, con forza e con intelligenza ne denuncia i crimini atroci, potranno essere respinte dalla forza unita, allora sì invincibile, delle istituzioni e dei cittadini".
- 'Mille no alla camorra, mille grazie a Saviano': la Provincia di Caserta rilancia la campagna di solidarietà per Roberto Saviano, promossa in collaborazione con gli studenti dell'Istituto professionale 'Mattei': lo fa on line, sul sito web dell'amministrazione, con il viso dello scrittore in evidenza sull'home page. La decisione è stata assunta dalla Giunta su proposta del presidente Sandro De Franciscis e condivisa da tutte le forze politiche. "Ci è sembrato giusto che l'immagine che campeggia sul tabellone installato all'inizio della campagna all'esterno dell'istituto e il messaggio di solidarietà che reca - ha detto De Franciscis - divenisse patrimonio dell'intera collettività e attraverso il web fosse rilanciata in ogni angolo del mondo, in modo che si sappia che i casertani ripudiano fermamente il ricorso alla violenza e ai metodi camorristici. Dire mille no alla camorra e formulare mille grazie a Saviano, è per noi la dimostrazione di una chiara scelta di campo manifestata a nome di tutti i cittadini onesti. Sappia Saviano, e con lui tutte le persone impegnate quotidianamente nella lotta alla criminalità, che non sono e non resteranno mai sole".
"Roberto Saviano è oggetto di minacce perché è uno che da fastidio, con le sue inchieste, con l'abilità che ha di mettere un tassello dietro l'altro al fine di smascherare traffici illeciti e attività criminali". E' quanto sostiene, in una nota, il capogruppo di Sinistra democratica in Consiglio regionale, Tonino Scala. "Roberto con la sua faccia, con la sua aria sognante, con il suo coraggio e la sua paura è un simbolo positivo per tutti noi. Le minacce a Roberto sono gravi ed inquietanti - aggiunge - Ma al contempo, paradossalmente, aprono gli occhi di tutti noi su una grande verità. E cioé che i poteri criminali hanno paura non solo della magistratura e delle forze dell'ordine, ma anche dell'informazione, della consapevolezza civile, della pratica della solidarietà. Ciò vuol dire che un grande ruolo, nella battaglia per la civiltà e contro la criminalità spetta al mondo della cultura". "E anche a Roberto, che non può essere lasciato solo e che non deve andare via - aggiunge - Roberto, con la sua opera, ha saputo toccare non solo gli effetti devastanti del potere camorristico, ma anche le piaghe sociali che ne favoriscono lo sviluppo". "Essere vicini a Roberto, oggi, vuol dire avere come lui il coraggio di aprire gli occhi sul mondo, desiderare una vita lontana dalle catene della sopraffazione e del ricatto - conclude - Una vita liberata dagli incubi e densa di sogni: vale a dire una vita di aspirazioni e di speranza concreta di un futuro per questa terra. Un futuro che si costruisce, giorno dopo giorno con la fatica, l'impegno e la testimonianza".






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