RIFIUTI: IL MESSAGGIO DI NAPOLITANO? OLTRE ALLA DISGRAZIA, LA BEFFA
Data: Mercoledì, 02 gennaio @ 18:42:07 CET
Argomento: Ambiente




cASERTA (di Pasquale Costagliola) - Le esternazioni di fine anno del Presidente della Repubblica hanno riproposto uno schema consueto per non dire ovvio nelle linee generali del discorso alla nazione. Nello specifico argomento della condizione di emergenza della Campania vi è stato un brevissimo accenno all’insegna della disinformazione prevalente operata dagli ambienti ufficiali. Napolitano si è fatto in effetti portavoce delle teorie nichiliste asserite da Bassolino, Iervolino e da tutto il più fedele entourage del governatore. A quanto pare, ascoltando il messaggio espresso a reti televisive unificate dalla prima carica istituzionale, la colpa della crisi epocale che sta distruggendo il nostro territorio è derivata da particolarismi e paure insensate della gente. Parole in sintonia con le affermazioni stizzite dell’assessore al turismo Di Lella che ha invocato a proposito di Carabottoli e della resistenza degli abitanti alla discarica, l’intervento dell’esercito. L’esponente della giunta si è mostrato preoccupato per le sorti di una improbabile Napoli da bere che trova la sua espressione nelle feste di piazza Plebiscito . Esiste una vulgata che riesce a penetrare in una parte dell’opinione pubblica anche nazionale, con la quale si addossa alla popolazione campana la mancata soluzione del problema rifiuti. Nel blog di Bassolino si può leggere in un passo, a commento dell’articolo recente di Gia Antonio Stella sul Corriere della Sera, che esistono paure irrazionali che pervadono i campani rispetto alle discariche. Un discorso che corre tra un sottile filo che va dal demenziale alla malafede. In un territorio reso esausto da migliaia di discariche, di depositi di (eco)balle sorte a ridosso dei centri abitati, luoghi mefitici che stanno inquinando le falde, qualcuno si prende il lusso di minimizzare il tutto, riducendo la questione a paura irrazionale e a forme di sindrome nimby. L’articolo del corriere commentato da Bassolino parlava del termovalizzatore di Venezia ma il governatore della Campania si guarda bene dall’accennare ad Acerra, all’impianto catastrofico della Fibe che sta sprofondando senza colpa dei manifestanti. Né accenna il buon Antonio da Afragola ai tre milioni di euro chiesti dalla Corte dei Conti per responsabilità nel disastro, alle collaborazioni miliardarie che coinvolgono lo stesso Di Palma presidente della provincia di Napoli. Il sindaco Iervolino ha fatto sponda a questi florilegi regionali del governatore e del suo assessore, mettendosi nella scia del discorso di Napolitano e chiedendo solidarietà ai comuni con maggiore estensione territoriale. Un sacrificio dovuto per la pulizia di Napoli a discapito del futuro dell’intera Campania, soprattutto senza alcuna possibile potenziale soluzione da mettere in campo. Quello che colpisce la gente di questa sfortunata regione è l’assoluta indifferenza alla catastrofe che si abbatte sul territorio, la crudeltà di un potere politico sui cittadini che con arroganza manda la polizia per reprimere i dissenso sacrosanto mentre sui giornali si sciacqua la faccia sporca della menzogna. Lo stesso commissariato, espressione del governo centrale mantiene ferma la menzogna di un territorio riottoso all’ordine, insofferente alla pulizia eteroguidato dalla camorra. In realtà ancora una volta è l’istituzione che si è fatta infiltrare dalla criminalità come è dimostrato dai tanti esempi di malaffare annidato all’interno del commissariato. Per tutto questo il messaggio di Napolitano suona come un'altra insolente beffa alla nostra disgrazia.





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