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MARCIANISE (CASERTA), CAMORRA: SEI ARRESTI PER TRE DELITTI


MARCIANISE (Caserta) - Grazie anche alle dichiarazioni di due pentiti, la Direzione investigativa antimafia è riuscita a fare luce su tre omicidi commessi a Marcianise tra il giugno del 2004 ed il gennaio del 2006. Destinatari dei provvedimenti di fermo sono sei pregiudicati marcianisani vicini al gruppo «Belforte-Mazzacane» arrestati ieri dai compagnia di Santa Maria Capua Vetere agli ordini del capitano Carmine Rosciano. In particolare, gli investigatori carabinieri della stazione di Marcianise ricadente nella hanno focalizzato la loro attenzione sugli omicidi di Carlo Valentino, Michele Di Giovanni e Francesco Spina, un diciottenne il cui corpo non è più stato trovato dopo la sua sparizione avvenuta a Natale di due anni fa. Le ordinanza cautelari, alcune notificate in carcere, sono nuovamente scattate per i presunti responsabili dell’uccisione di Spina e per altri pregiudicati legati al clan. Movente di tutti i delitti, gli sgarri commessi dalle vittime nei confronti del potente clan casertano. Sgarri consistiti nel furto di droga o tentativi di omicidi attuati nei confronti degli appartenenti del gruppo dei Mazzacane. Le ordinanze riguardano i fratelli Michele e Franco Froncillo; Domenico Cuccaro, Pasquale Aveta, Francesco Severe, Andrea Bizzarro e Gaetano Piccolo, quest’ultimo resosi irreperibile. I Froncillo sono ritenuti insieme a Piccolo mandanti degli omicidi (per Spina anche sequestro di persona e occultamento di cadavere) e gli altri, a vario titolo, esecutori o fornitori di supporti logistici per commettere l’esecuzione. Uno degli esecutori, Alessandro Chioccarello, è stato ucciso a sua volta nel corso di un agguato mentre sono state preziose le dichiarazioni del pentito Antonio Gerardi. L’omicidio di Carlo Valentino avrebbe un duplice movente: Froncillo lo riteneva tra gli esecutori di un agguato ai suoi danni e a quello di un esponente del gruppo, Michele Iadicicco (in entrambi casi le vittime erano sfuggite all’agguato). Un debito di ottomila euro non saldato, invece, è al centro del movente dei delitti di Spina e Di Giovanni. Secondo le indagini dei carabinieri, la decisione di uccidere Francesco Spina fu assunta da Michele Froncillo, che intese così vendicare l'affronto subito dal giovane e da un suo complice, Michele Di Giovanni, di 21 anni, colpevoli di avergli sottratto della cocaina destinata allo spaccio nella zona del Parco Primavera. A confermare quanto raccontato dal neo-pentito Francesco Paccone, 53 anni, di Cesa, in passato legato alla Nco, sono proprio alcune intercettazioni ambientali captate durante una conversazione di Di Giovanni nel periodo successivo alla scomparsa di Spina. (17 luglio 2006-23:55)

 
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