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DELIRIO ED EMOZIONE PER BERLUSCONI A CASERTA: DICHIARAZIONI E CURIOSITA'


Caserta - (casertasette.com) - «Attenzione, perché quando si ha una certa età come la mia, le emozioni possono essere pericolose». Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, ha aperto con queste parole il suo discorso al Teatro Comunale di Caserta dove ieri è arrivato per lanciare lo sprint finale al candidato sindaco per la Cdl, Paolino Maddaloni, davanti ad una folla in delirio molti con lacrime agli occhi, mentre diverse centinaia di persone lo attendevano all’esterno, in una gremita via Mazzini.
«Sono arrivato tardi e mi scuserete per questo – ha aggiunto subito dopo l’ex premier – ma a Napoli, c’è un traffico inimmaginabile. Pensate che le persone, a piedi, superavano noi che eravano in macchina. A Milano questo problema è stato risolto con tantissimi parcheggi creati dalla giunta Albertini in nove anni di Governo. Sul palco insieme ad un raggiante ex premier, sono arrivati, insieme al candidato Maddaloni (che, va detto, neanche in questa occasione è però riuscito a dimostrare un entusiasmo e un sorriso, forse perché ancora ancorato ai suoi vecchi ruoli istituzionali di capo della Squadra Mobile negli anni Ottanta, di commissario prefettizio e di neo-prefetto), anche l’eurodeputato Riccardo Ventre, l’ex ministro Mario Landolfi, il coordinatore regionale di Forza Italia Nicola Cosentino. E’ stato proprio Riccardo Ventre a chiedere a Berlusconi di rifare, con Paolino Maddaloni, il gesto delle mani unite che portò fortuna a Ventre alle elezioni provinciali. Un cosngilio seguito da Berlusconi che poi ha voluto donare alla madre di Maddaloni, salita sul palco ed accanita sua sostenitrice, uno dei due mazzi di fiori regalatigli da alcune signore rappresentanti alcune associazioni di Napoli e del litorale domizio
Oltre a rilanciare quanto detto qualche sera fa a «Porta a Porta», Berlusconi ha divertito anche il pubblico con alcune battute. Come quella rivolta ad una candidata che gli aveva portato la lista dei candidati schierati con Maddaloni.
«E’ l’unica delusione della mattinata – ha detto Berlusconi, rivolgendosi alla signora – credevo che mi volesse dare il suo numero di telefono…A noi liberali, l’altra metà del cielo, fatemelo dire, ci piace da morire». E ha continuato: «Lei ha degli occhi meravigliosi, che mi fanno venire in mente una poesia indiana».
Poi, la breve recita: «I sogni escono dai tuoi occhi, come le rondini a primavera dai loro nidi». Dalla platea, scroscii di applausi e grida «forza Silvio» a iosa
Berlusconi ha parlato anche del 117/mo asilo nido inaugurato a Milano l’altro giorno collegandosi al programma di Paolino Maddaloni che prevedere un progetto simile per Caserta. Poi, è tornato su alcuni episodi di contestazione che lo hanno visto oggetto di insulti nel corso di questa campagna elettorale arricchendo l’elenco con un ultimo accadutogli stamattina a Caserta. «Mi ha avvicinato - ha detto dal palco del teatro comunale - una ragazzotta alla quale non credo di aver fatto niente nella mia vita, e mi ha dato - Berlusconi lo dice in napoletano – dell’«Omm ‘e Mmerda». «Sempre meglio - ha ironizzato - rispetto all'assassino, al mafioso ed altri epiteti riservatimi l’altra sera a Pavia dove c’erano 4000 persone che i servizi dei tg però non hanno citato. Questa sinistra - è stato il commento dell'ex premier - sa solo criticare e condannare, a noi non verrebbe mai in mente di disturbare un incontro tra Fassino e i suoi elettori». Berlusconi ha rivelato il suggerimento pervenutogli da qualche esponente del suo staff: «Qualcuno dei nostri mi ha suggerito di organizzare anche noi persone che vadano a fischiare quelli della sinistra. Ma noi - ha concluso - non ne saremmo capaci».
Il leader ha inoltre chiesto al popolo del centro destra massimo impegno sul referendum del 25 giugno «per mandare a casa, anzi - ha precisato - diciamo per mandare un segnale a questa sinistra che dice di essere maggioranza nel Paese». Nel corso di una manifestazione elettorale a sostegno del candidato sindaco di Caserta della Cdl Paolino Maddaloni, Berlusconi è tornato sulle questioni legate alla regolarità del voto politico, sottolineando che ad esempio «sul voto all'estero ci sono infinite irregolarità». «Non c'é mai stata una così alta concentrazione di potere in Italia: pensate a cosa deve dire chi guarda il paese dall'estero con la prima carica dello Stato che rappresenta la storia del Partito Comunista italiano e le altre cariche che sono tutte della sinistra». Ha inoltre aggiunto: E ancora: «La seconda carica dello Stato - riferendosi a Franco Marini - rappresenta la storia del sindacato». Quanto a Fausto Bertinotti, presidente della Camera, il Cavaliere ha detto: «Davanti a me, in televisione, ha detto di voler restaurare l’utopia del comunismo e di avere come sogno quello di cancellare la proprietà privata». Insomma, ha concluso, «é l'unico Paese in Europa con i comunisti al governo e hanno lottizzato tutte le cariche dello Stato».
«Se si scoprisse che i 24 mila voti sono una favola, andremmo diritti dal Capo dello Stato – ha inoltre chiarito - per chiedere elezioni anticipate. Sono sicuro che il Capo dello Stato non potrà non concederle. Dio non voglia che non dovesse farlo, perché abbiamo già deciso che i nostri deputati e i nostri senatori andrebbero tutti a casa, e non potrebbe esserci democrazia senza nuove elezioni».
Silvio Berlusconi ha promesso battaglia al Senato per evitare, dice «che distruggano le nostre riforme» promettendo l'assidua presenza dei suoi senatori. «Se qualcuno dei nostri si darà ammalato lo esporremo al pubblico ludibrio».
«Siamo tutti convinti che nella realtà abbiamo vinto noi le elezioni». Ha anche ribadito, sottolineando che nello spoglio delle schede del voto di aprile ci sono state «irregolarità infinite». «Irregolarità infinite - ha rimarcato - sia nel voto degli italiani all' estero sia in Italia». L'ex premier ha sottolineato come manchino all' appello 153 mila schede, «alcune delle quali sono state trovate nei cassonetti e nei parchi». Berlusconi ha quindi sottolineato la differenza nel numero di schede bianche al Senato e alla Camera: «La certezza - ha attaccato - è che quelle schede sono entrate nelle urne bianche e qualche spirito generoso le ha riempite, certo non con un voto per la nostra parte». Per questa ragione il Cavaliere ha chiesto che «i voti siano ricontati, a costo di cercare le schede negli scatoloni».
Emozionantissimo il dottor Maddaloni ha così commentato la venuta del presidente Berlusconi: «Ringrazio pubblicamente il presidente per il grande sostegno e per la stima dimostratami – ha detto il candidato sindaco del centrodestra – che oltre a gratificare la mia persona ha gratificato l’intero popolo casertano della Casa delle Libertà. L’apporto del presidente Berlusconi sarà determinante per la nostra affermazione al primo turno in modo da poter garantire, subito e senza ulteriori quattordici giorni di polemiche di campagna elettorale, una amministrazione seria ed efficiente alla nostra città. Solo il centrodestra, infatti, ha proposto al corpo elettorale una piattaforma politico-amministrativa all’altezza della situazione». Prima del comizio presso il teatro comunale di Caserta, il presidente Berlusconi aveva avuto modo di passeggiare lungo il centro storico cittadino accompagnato dall’ex assessore comunale Carlo Marino che gli ha illustrato i lavori, in fase di completamento, di Corso Trieste. Berlusconi si è anche soffermato a scambiare due chiacchiere con i commercianti della zona ricevendo, insieme al candidato Paolino Maddaloni, una prestigiosa cravatta in dono dal titolare dell’omonimo show room Mario D’Anna. (25 maggio 2005-16:20)

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