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CASERTA, CRIMINE: OPERAZIONE ANTIDROGA. 25 ARRESTI CARABINIERI DI BRESCIA


Venticinque provvedimenti restrittivi (ordinanze di custodia in carcere ed altre misure) sono stati notificati dai carabinieri di Brescia ad altrettante persone nel corso di un'indagine antidroga condotta dai militari di Verolanuova che si è estesa anche alle province di Brescia, Verona, Parma, Milano, Perugia, Napoli, Caserta e Catania. I provvedimenti, si legge in un comunicato dell'Arma, sono stati eseguiti da 180 militari nel corso della notte e delle ultime ore. Sono stati disposti dal Gip di Brescia, Eliana Genovese, su richiesta del Pm Simone Marcon. I particolari dell' operazione saranno resi noti alle 12,30 nel corso di una conferenza stampa indetta al comando provinciale dei carabinieri di Brescia alla presenza del Procuratore della Repubblica, Giancarlo Tarquini.

Battezzata 'Operazione Fish'

L'hanno chiamata 'operazione fish' e a finire nella rete sono stati - a vario titolo - 25 persone, per lo più extracomunitari, che erano in grado di fornire anche 10 chilogrammi di hashish al mese e 1,5 chilogrammi di cocaina alla settimana, distribuita in diverse città d'Italia, da Brescia a Milano, da Napoli a Catania, da Caserta a Perugia. L'operazione 'Fish', cominciata fin dal 2004, si è conclusa la scorsa notte con un blitz notturno che ha visto impegnati ben 180 militari si è conclusa in diverse città d'Italia un' operazione antidroga condotta dal comando provinciale dei carabinieri di Brescia. L'operazione ha stroncato un traffico di droga gestito da una rete di spacciatori multietnica, composta prevalentemente immigrati, molti dei quali con regolare permesso di soggiorno. Una rete di spacciatori che, ha detto in una conferenza stampa il procuratore capo di Brescia, Giancarlo Tarquini, era in grado di muovere "grosse quantità di droga": anche 10 chilogrammi di hashish al mese e 1,5 di coca alla settimana. L'operazione, che prende il nome dal pesce impresso su due dei panetti di hashish sequestrati, aveva già portato all' arresto di 12 persone nel corso delle indagini. Nel complesso sono dunque 25 le misure cautelari emesse dal gip di Brescia, Eliana Genovese, delle quali sono destinatari 9 senegalesi, 6 marocchini, 8 nigeriani e 2 italiani, tutti indagati per traffico di sostanze stupefacenti. Il lavoro delle forze dell'ordine - esteso alle province di Verona, Parma, Milano, Perugia, Napoli, Caserta e Catania - ha inoltre portato al sequestro di 10 chilogrammi di hashish, 120 grammi di eroina e 600 di cocaina. "Questa operazione - ha detto Tarquini - ha consentito di debellare una realtà criminale molto diffusa sul nostro territorio ma con estensioni che arrivano fino alla campagna". A dare l'avvio alle indagini, iniziate nell'ottobre del 2004 e concluse nel luglio del 2005, era stato il nucleo operativo dei carabinieri di Verolanuova (Brescia) che aveva concentrato la sua attenzione su un nigeriano, Ndiaye Mbaye, residente a Bagnolo Mella (Brescia), personaggio chiave della rete di spaccio. Un pusher che, pur movimentando grosse partite di droga, non disdegnava lo spaccio al dettaglio (oltre 400 gli episodi di smercio accertati dai carabinieri). Dalle indagini, che hanno comportato l'analisi di circa 20 mila telefonate e l'accertamento di oltre mille episodi di spaccio, è emersa una rete di persone capaci di far girare grosse quantità di droga (coca, hashish e eroina). Tra le singolarità anche gli stratagemmi utilizzati per trasportare la droga, differenti a seconda della nazionalità. Mentre i corrieri nigeriani preferivano trasportare la droga suddivisa in ovuli (che ingerivano), senegalesi e marocchini preferivano nascondere gli stupefacenti nei doppi fondi delle loro macchine o in sacchetti pronti ad essere gettati in caso di controllo da parte delle forze dell'ordine. L'operazione è stata presentata nel comando provinciale dei carabinieri di Brescia dal procuratore Tarquini, dal colonnello Rosario Calì, comandante provinciale dei carabinieri di Brescia, dal colonnello Mauro Valentini, comandante del reparto operativo dei carabinieri di Brescia, e dal capitano Paolo Floris della compagnia di Verolanuova. (19 maggio 2006-10:25)

 
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