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CONDONO E CAMORRA: RAPPORTO LEGAMBIENTE


I rapporti tra abusivismo edilizio e organizzazioni camorristiche sono il tema di un rapporto reso noto oggi da Legambiente: secondo i dati raccolti, in 20 dei 51 comuni campani sciolti per infiltrazioni mafiose, dal 1991 ad oggi, la corsa al cemento illegale era tra le motivazioni dei provvedimenti. ''L'analisi dei decreti di scioglimento - sostiene Legambiente - rivela l'esistenza di alcune vere e proprie costanti nei fenomeni d'infiltrazione mafiosa. L'abusivismo edilizio e l'intero ciclo del cemento rimangono la motivazione piu' forte''. Michele Buonomo, presidente regionale dell'associazione ambientalista, prende spunto da questo rapporto per ribadire il no al condono: ''La sanatoria edilizia distrugge il territorio e mette in moto tutto il mercato illegale, spesso gestito dalla criminalita' organizzata, che gira intorno alla realizzazione di opere abusive. Un fenomeno che oltre a deturpare il territorio ha portato ad inquinare le amministrazioni comunali''. Ecco alcuni esempi citati nel rapporto. Nel decreto di scioglimento del consiglio comunale di Carinola (Caserta) si sottolinea che ''numerosi episodi denotano favoritismi o assenza di interventi dei competenti organi comunali nella repressione degli abusi edilizi''. Situazione analoga a Casapesenna, come emerge da una nota del prefetto di Caserta del 14 settembre 1991: ''L'abusivismo edilizio ha assunto dimensioni e gravita' preoccupanti, ritenendosi l'investimento immobiliare e la speculazione edilizia uno dei modi di riciclaggio del denaro da parte delle locali organizzazioni camorristiche''. Altro esedmpio a Terzigno, dove la ''collusione della malavita organizzata si rinviene nel settore edilizio per i sistematici omessi controlli e per i mancati interventi repressivi del fenomeno dell'abusivismo, di notevole gravita' considerati i noti rischi vulcanici cui e' esposto il territorio di e i riflessi negativi sia sulla salvaguardia dell'incolumita' pubblica sia sulla tutela ambientale, prescritta da specifici vincoli normativi di inedificabilita'''. Ancora peggio va ad Ottaviano. ''Il fenomeno dell'abusivismo - denuncia il decreto - risulta concentrato su circa il 70% del territorio della frazione di S. Gennariello in cui opera un distaccamento della polizia municipale composto da vigili scelti dallo stesso sindaco che opera in totale autonomia e non ha mai proceduto al sequestro di automezzi edili, ne' all'identificazione di operai e dei direttori dei lavori dei manufatti abusivi, riducendo al minimo l'azione di contrasto dell'abusivismo''. In provincia di Salerno, stesso copione. Due esempi: a Pagani l'inerzia dell'ufficio tecnico e della commissione edilizia del Comune consente ad alcune imprese di realizzare ''importanti insediamenti abusivi'', invocando il meccanismo del silenzio-assenso. Questi insediamenti vengono realizzati nelle ultime aree ancora disponibili sul territorio comunale con destinazione rurale, trasformate dal Prg del 1991 in zone residenziali. Infine Sarno: una copia originale del Piano regolatore viene ritrovata, prim'ancora di essere discussa in Consiglio comunale, nell'abitazione del noto boss di camorra, successivamente pentito, Pasquale Galasso. ''Non sara' un caso - conclude Buonomo - se nell'ultimo rapporto Ecomafia nel solo ciclo del cemento sono stati censite 53 cosche campane che tirano i fili della 'cemento connection', gia' pronte ad affilare le armi grazie al condono''.

 
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