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CASERTA, CAMORRA: LA TORRE APPASSIONA STAMPA INGLESE. ESTRADIZIONE PER SICILIANO


E’ fissata per il 14 ottobre prossimo, davanti al tribunale inglese di Edimburgo, una seconda richiesta di estradizione dalla Scozia all’Italia per Antonio La Torre fratello del più noto boss Augusto, quest’ultimo ex capo dell’omonimo clan di Mondragone poi diventato una sorta di pentito «a metà». La richiesta per La Torre jr., cittadino britannico dal 1994, questa volta è basata sul reato di estorsione mentre alcune settimane fa il pubblico ministero David Dickson ne aveva avanzata una per associazione camorristica. Nelle prossime settimane, sulla prima richiesta di estradizione contro la quale si è opposto il legale di La Torre, Mungo Bovey e che dovrà essere perfezionata con ulteriori passaggi, dovrà esprimersi il ministro scozzese della Giusitizia Cathy Jamieson che dovrà controfirmare il provvedimento e renderlo così esecutivo. Intanto dalla stampa inglese, che da alcune settimane si è appassionata al caso La Torre, arriva anche la notizia di una prossima estradizione per un altro esponente del clan. La Direzione distrettuale antimafia, secondo quanto riferisce l’edizione domenicale del quotidiano inglese «The Sunday Times» in un articolo dal titolo «Italy bids for extradition of second man» (L’Italia ordina l’estradizione del secondo uomo) si appresta ad ottenere anche quella per Michele Siciliano, cugino di La Torre ed ex suo socio nella conduzione del ristorante Pavarotti, locale di Aberdeen poi messo in vendita. Il pm antimafia Raffaele Cantone, citato dal quotidiano inglese, spera dunque di far arrivare in Italia ben due esponenti della cosca dei «Chiuovi». Oltre al «The Times», la storia del «Don» (il Boss) di Mondragone, in questi ultimi giorni è rimbalzata su altri importanti quotidiani britannici come «The Herlald», «The Guardian» ed il «Telegraph». Inequivocabile uno dei titoli, «The Aberdeen Job», che parla di «affari» (poco puliti) nella cittadina di Aberdeen e che ricalca il titolo di un film statunitense (The Italian Job) a sua volta remake dell'omonima pellicola del 1969 che uscì col titolo «Colpo all'italiana». Il quotidiano «The Herlad», in particolare, approfondisce la vita familiare e lavorativa del «boss che viene dalla “mozzarella country”» (il paese della mozzarella) dando notizie su sua moglie, la scozzese Gillian Fraser, i suoi tre figli e sulla sua attività di imprenditore nel ramo della ristorazione e dell’import-export di prodotti alimentari italiani in tutta la Scozia. Prima della cessione del ristorante Pavarotti, ad Aberdeen, racconta l’ «Herald», La Torre è stato in precedenza proprietario del «Sorrento Italy Restaurant» su Bridge Street (rimasto chiuso in sua assenza) poi riaperto sotto un’altra proprietà con il nome «Sopranos». Il 49enne esponente dei «Chiuovi» era stato arrestato lo scorso marzo proprio ad Aberdeen. Era latitante in Scozia dopo che il tribunale di Napoli nel febbraio 2004 lo aveva condannato a 13 anni di carcere per rapina, truffa ed estorsione. Il suo avvocato ha contestato la richiesta sollevando alla Corte presieduta da Kenneth MacIver alcune eccezioni come il fatto che l’estradizione potrebbe non essere possibile visto che i presunti crimini del suo cliente, essendo risalenti al 1998, sarebbero antecedenti alle recenti norme britanniche sull’estradizione entrate in vigore nel 2003. Antonio La Torre è ritenuto il braccio economico del clan, capeggiato dai fratelli Augusto e Tiberio. Rifugiatosi in Scozia per sottrarsi all'arresto, secondo gli inquirenti, La Torre aveva casertasette riciclato il denaro proveniente dalle estorsioni ai danni di operatori economici del litorale domiziano, in attivita' del settore della ristorazione. A Parigi di recente aveva presentato le attività della sua ditta di ristorazione con uno stand alla fiera gastronomica '«Italissima». (6 ottobre 2005-23:40)

 
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