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CASERTA, PIAZZA S.ANNA: VIOLENZE E OSCENITA'. CIONTOLI ALLARMA PREFETTO


Il consigliere comunale Antonio Ciontoli in un ocmunicato lancia l'allarme su piazza Sant'Anna a Caserta e chiede a prefetto, questore e sindaco di intervenire. "Il sottoscritto, nella qualità di consigliere comunale - scrive Ciontoli - a seguito di innumerevoli segnalazioni ricevute da residenti e commercianti di Piazza S.Anna e dopo alcune dirette constatazioni sul posto, sottopone all’attenzione delle SS.LL. la condizione di gravissimo degrado ambientale e sociale in cui versa ormai, da qualche anno, la centralissima piazza cittadina, le cui condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza sono permanentemente a rischio. La presente segue le diverse denunce ed esposti effettuati dal Comitato di Quartiere che, più volte nel corso di questi anni, ha fatto appello alle varie autorità competenti per il ripristino delle ordinarie condizioni di vivibilità e fruibilità di una Piazza tra le più frequentate della città, in cui si coniugano storiche funzioni di residenza e importanti attività commerciali, frequentatissimi luoghi di culto (Santuario di Sant’Anna e Parrocchia di S. Vitaliano) insieme ai modernissimi uffici della Camera di Commercio e al Comando provinciale della Guardia di Finanza. Per la sua particolare collocazione Piazza Sant’Anna è una fondamentale cerniera tra la parte antica della città e il quartiere Acquaviva e da sempre ha rappresentato anche il luogo naturale del ristoro per quanti in transito, da e per il centro cittadino, oltre che luogo per l’intrattenimento e lo svago di anziani e bambini. Da qualche anno, intorno alla fatiscenza del semi diroccato vecchio Ospedale e di un altro palazzo, sito lungo la direttrice di marcia per Via Renella, si sono accresciute le condizioni di degrado ambientale di cui oggi i cittadini si lamentano. Ad una situazione di decadenza strutturale, non sostenuta da un programma di rilancio della Piazza e/o di sollecito ai proprietari degli stabili ad effettuare interventi di ripristino almeno del decoro urbano, si è accompagnata anche una decadenza funzionale dello spiazzo, non interessato da alcun programma né ordinario, né straordinario di arredo urbano. La sporcizia ha preso il sopravvento, gli alberi non potati si sono trasformati in vegetazione spontanea e le relative fioriere in permanenti ricettacoli di immondizia, intorno a cui si alimentano animali. Tutto ciò ha modificato le caratteristiche della Piazza da Agorà a luogo di desolazione e solitudini! Piazza Sant’Anna di fatto è diventata anche sede di riferimento per persone senza fissa dimora e senza meta, che esclusi ed interdetti da possibilità di vita normale, si sono collocati ai margini di un sistema di vita, in cui regole e condizioni igieniche non esistono più. Violenza, sciacallaggio, sfruttamento e oscenità, mortificano e penalizzano le opportunità e la dignità di chi protagonista, ma soprattutto di quanti interessati alla ordinaria vivibilità della Piazza. Affinché Piazza Sant’Anna ritorni al suo originario valore e significato, c’è bisogno di una sinergia istituzionale tra enti, per evitare che una condizione di degrado locale possa, per già sfiorati eventi letali, assurgere ai clamori di cronache nazionali. Il Comune deve attivare tutti gli interventi di bonifica e di rilancio della Piazza, favorendo un costante presidio con la polizia municipale e con i servizi sociali che devono incontrare ed alleviare le condizioni di sofferenza di quanti sono fuori da un sistema di efficaci relazioni umane. Le forze di polizia, nell’esigenza di ristabilire con rapidità le condizioni di sicurezza della Piazza, devono sostenere una situazione, ormai troppo gravosa per il solo ente locale. Il volontariato, che già si è fatto carico in alcune circostanze di ripulire la Piazza, deve continuare ad essere protagonista nella battaglia per il ripristino dei diritti umani. Il degrado ambientale si può sicuramente sconfiggere, il degrado sociale è invece una piaga lenta che va affrontata con una sinergica costante azione di prevenzione che una città civile ed istituzioni informate ai bisogni dei propri territori devono, ai giorni d’oggi, saper mettere in campo. Tutto ciò premesso, lo scrivente chiede a S.E. il Prefetto, l’istituzione di un tavolo tra tutti i soggetti interessati, affinché la esplosiva situazione, innanzi esposta, ottenga una rapida e definitiva soluzione".

 
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