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CASERTA, DROGA NEI PENNARELLI: FERMATE 14 PERSONE DEL CLAN DI GRAZIA


Un'organizzazione che per mesi ha controllato lo spaccio di cocaina nella zona di Aversa (Caserta), rifornendo anche alcuni centri dell'Irpinia, con un giro d'affari valutato dagli investigatori superiore ai 2 milioni di euro, è stata sgominata dalla polizia, a conclusione di un'indagine scattata nello scorso mese di novembre. Quattordici decreti di fermo, emessi dai pubblici ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Raffaele Cantone e Marco Del Gaudio e Paolo Sciuva (quest'ultimo della Procura di S. Maria Capua Vetere) sono stati eseguiti questa mattina da agenti della Squadra Mobile e del Commissariato di Aversa. A tutti gli indagati tranne che a Salvatore Mottola, di 32 anni e a Nunzio Di Grazia, di 37 anni, bloccato a Riccione, dove era da qualche giorno in vacanza il provvedimento di fermo é stato notificato nelle rispettive abitazioni. Nel corso dell'operazione la polizia ha sequestrato 9000 euro in banconote di diverso taglio e 30 mila euro in cambiale, ritenuti provento dell'illecita attivita e in una perquisizione nell'abitazione di Francesco Di Grazia, cugino di Paolo, quest'ultimo ritenuto il capo dell'organizzazione, tre microtelecamere, un giubbotto antiproiettile e quattro dosi di cocaina. L'organizzazione, è spiegato in una nota del Procuratore della Repubblica di Napoli, Giandomenico Lepore, era strutturata su base familiare, con una precisa divisione di compiti nello spaccio della droga, ceduta in prevalenza a giovani, ma anche, ad imprenditori e professionisti. Le indagini sono scattate nel novembre scorso. Agenti del Commissariato di Aversa, utilizzando anche sofisticati apparati tecnologici, sono riusciti a 'registrare' con intercettazioni e riprese filmate l'attività dell¿organizzazione, risultata coordinata da Paolo Di Grazia, pregiudicato di 47 anni, con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, già legato in passato al clan camorristico dei "casalesi". A due suoi cugini, i gemelli Ciro e Francesco Di Grazia di 35 anni, la moglie di quest'ultimo, Rosaria Pecovela, di 23 anni, e Elena Pelliccio, di 24 anni, moglie di Salvatore Mottola, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, era tra l'altro, affidato il compito di distribuire la sostanza stupefacente ai pusher e di raccogliere il ricavato dello spaccio, da consegnare, poi, a Paolo Di Grazia. Le dosi, hanno accertato nel corso delle indagini gli agenti , Commissariato di Aversa, diretto dal vicequestore Enrico Moja, spesso venivano nascoste all'interno di pennarelli, privati della carica e cedute, per alcuni mesi, in un esercizio commerciali di di via Corcione, aperto da Nunzio Di Grazia, o nella piazza di Carinaro, comune limitrofo, in prossimità della statua di san Pio. L'attività degli spacciatori era poi protetta da 'sentinelle' per segnalare l'eventuale presenza delle forze dell'ordine. Oltre a Paolo Di Grazia, ai cugini Francesco e Ciro, alle due donne, Pecovella e Pelliccio e a Nunzio Di Grazia, solo omonimo del capo dell'organizzazione, destinatari dei decreti di fermo sono stati, altresì, Domenico Di Salvatore di 39 anni, Luciano Cantone, di 32 anni, Angelo Compagnone, di 36 anni, Antonio Picone, di 25 anni, Francesco Grassia di 29 anni e Carlo Motta, di 31 anni, tutti della zona di Aversa e Carmine Cocca, di 45 anni, di Ariano Irpino. Quest'ultimo ,legato a Paolo Di Grazia, secondo la Polizia, era diventato nella zona di Ariano Irpino punto di riferimento dello spaccio di cocaina, che l'organizzazione aversana metteva a sua disposizione.

 
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