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GAS SARIN NELLA REGGIA DI CASERTA: E' SIMULAZIONE MA GENTE CHIAMA 112 E 113


Le telecamere di sorveglianza installate nella Reggia di Caserta segnalano l'esplosione di una bottiglietta di gas 'Sarin': scatta l'allarme, e inizia l'operazione 'Vanvitelli 2005' una delle dieci esercitazioni nazionali dei Vigili del Fuoco, programmate per il 2005. Una paurosa simulazione ma la gente che non era abbastanza informata del simulacro ha avuto paura ed ha cominciato a chiamare allarmata i carabinieri e la polizia. Alla prova hanno partecipato oggi anche alcuni turisti, che si trovavano in visita al Palazzo. Ad alcuni di loro, secondo copione, è toccato in sorte anche di "morire" o di restare, tentare la fuga in preda a un'intossicazione da veleno. La simulazione costruisce uno scenario da "attacco con un aggressivo chimico", con un bilancio di quindici morti e almeno una sessantina di feriti, fra turisti, personale del monumento, Vigili del Fuoco, personale sanitario del 118, tutti rimasti intossicati dal gas. Una bottiglietta, di cui si ignora il contenuto - fino all'identificazione che rivela che si tratta di Sarin - viene fatta scoppiare da alcuni terroristi dietro una colonna del vestibolo superiore della Reggia, in una zona non molto distante dall'ingresso principale degli appartamenti storici. L'esplosione investe numerosi turisti: alcuni di loro muoiono a poca distanza dall'emissione del gas contenuto nella bottiglia; altri si accasciano sullo scalone reale; altri ancora nell'area antistante il vestibolo inferiore. Molti invece sono gli intossicati, che tentano, mentre si dimenano, di fuggire. La prima fase dell'intervento delle unità speciali del Comando provinciale dei Vigili del fuoco e del 118, dopo la delimitazione della zona rossa, consiste nelle operazioni di soccorso dei feriti; nel frattempo, con apposite apparecchiature, viene accertata la natura del gas. Quindi confluiscono sul posto i nuclei (Nbcr, Nucleare, batteriologico chimico e radiologico dell'Esercito), muniti di tute a maggiore protezione: tocca a loro trattare i feriti in tende decontaminanti, prima di trasferirli negli ospedali a bordo di eliambulanze. Il test, parte del piano provinciale di difesa civile, organizzato dalla prefettura di Caserta, è durato più di due ore: durante le quali il complesso vanvitelliano è rimasto isolato, per evitare "contaminazioni esterne". Le uscite dall'ingresso principale e dal Parco sono state bloccate da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, che hanno operato insieme con i Bersaglieri della brigata Garibaldi, gli Avieri della locale Scuola Sottufficiali e il Personale del Nucleo Nbcr, complessivamente, duecento uomini all'opera, con l'ausilio di sofisticate apparecchiature per rilevare la natura del gas sprigionato dallo scoppio e l'entità della contaminazione. Attraverso un sistema di telecamere e due mezzi mobili dei Vigili del Fuoco, dotati di parabole, l'esercitazione è stata ripresa e seguita in diretta in tutti i Comandi provinciali e nelle direzioni regionali dei Vigili del Fuoco d'Italia, e nella Prefettura di Caserta. L'esercitazione si è svolta alla presenza dei componenti della Commissione interministeriale Difesa Civile, che definisce le linee guida del piano e operazioni come quella odierna. "Un'occasione importante - ha detto il prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco - per sperimentare procedure difficili e complesse. Certamente ci sono tante cose da rivedere, ma ci siamo trovati in presenza di una delle situazioni più difficili da affrontare". "Quest'anno - ha aggiunto - abbiamo puntato a fare esercitazioni a livello nazionale, coinvolgendo anche realtà che spesso non sono in prima linea. La presenza di un monumento così importante fa di Caserta una città di grande visibilità, per questo abbiamo motivo abbiamo scelto la Reggia, con una punta di scaramanzia, immaginando che mai debba accadere ciò che stamattina stiamo sperimentando"

 
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