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CAMORRA: ESTORSIONI AD AZIENDA VINICOLA VILLA MATILDE. DUE ARRESTI


Due persone sono state arrestate dai carabinieri nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli sul fenomeno del racket nella zona del litorale Casertano. In manette sono finiti Domenico Gallo e Vincenzo Filoso, ritenuti dagli inquirenti legati al clan camorristico dei La Torre di Mondragone, nel Casertano. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono stati emesse dal gip del tribunale di Napoli su richiesta del pm della Dda Raffaele Cantone. L'inchiesta ha avuto origine dalle dichiarazioni rese da numerosi collaboratori di giustizia, tra cui, come si legge in una nota della Procura della Repubblica, Augusto La Torre, Mario Sperlongano, Michele Persechino e Stefano Piccirillo. Secondo gli investigatori, Domenico Gallo, titolare di un distributore di benzina a Cellole, lungo la strada statale Domiziana, sarebbe stato il "collettore" delle tangenti. Nel mirino dell'organizzazione sarebbe finita anche una importante azienda agrituristica e di produzione vincola, "Villa Matilde", il cui titolare, l'avvocato Avallone, sarebbe stato costretto a pagare il "pizzo" dall'inizio degli anni '90 fino a tutto il 2002. Secondo quanto accertato dai carabinieri, nel 2001, l'imprenditore, tramite Gallo, sarebbe stato convocato da Filoso per "invitarlo" a riprendere i pagamenti delle somme in più tranche annue. Domenico Gallo dovrà rispondere anche di intestazione fittizia di beni appartenenti ad esponenti della camorra per una vicenda che risale al 1995, quando gli agenti della squadra mobile di Caserta effettuando una perquisizione in casa di Augusto La Torre, sorpresero lo stesso Gallo in possesso di una somma in contanti di 40 milioni di lire. Nel corso di numerosi interrogatori, si legge ancora nella nota della Procura di Napoli, sia Augusto La Torre che Mario Persechino hanno asserito che la somma venne consegnata a Gallo al momento dell'intervento della polizia con l'intento di evitarne la confisca. Gallo giustificò il possesso di quel denaro come provento della sua attività commerciale.

 
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