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IMMIGRAZIONE, SESSO CON MINORENNI RUMENE PER PAGARE PARCELLE PROFESSIONISTI


Rapporti sessuali con minorenni romene clandestine erano la 'parcella' che alcuni avvocati e commercialisti calabresi chiedevano ad una banda di sfruttatori italiani e romeni. A scoprirlo sono stati i carabinieri di Potenza, con un' indagine che ha portato all' emissione di 26 misure cautelari, quindici delle quali in carcere. La banda operava fra la Romania, la Basilicata, la Calabria (Cosenza), la Puglia (Bari), la Campania (Napoli e Caserta) e la Toscana (Livorno e Grosseto). Nel paese dell' est europeo venivano reclutate le ragazze, dai 17 ai 21 anni: alcune come prostitute, altre come badanti e cameriere. A far passare loro la frontiera in auto erano spesso poliziotti romeni, corrompendo i colleghi. In Italia le ragazze giungevano su furgoni o in treno, con un visto turistico. Per il viaggio pagavano 300 euro. Appena scese dal mezzo, venivano scelte come ad un mercato dai referenti italiani dell' organizzazione. Quelle destinate alla prostituzione venivano segregate in appartamenti fatiscenti o baracche. Uscivano solo per lavorare in altre case o in locali. Sorte analoga subivano quelle destinate a lavori di badante o barista, per i quali dovevano anche pagare un' altra somma di denaro (sui 300-400 euro). Gli sfruttatori cercavano poi di convincerle a prostituirsi per arrotondare i guadagni. Alcune ragazze venivano sistematicamente violentate dai componenti della banda: oltre alle misure cautelari, sono stati emessi sette fermi per violenza sessuale. Gli sfruttatori intascavano quasi tutti i guadagni delle loro vittime. Ciascun malavitoso poteva guadagnare fino a 5-6.000 euro ogni quindici giorni. L' inchiesta della compagnia dei carabinieri di Acerenza (Potenza) era nata alla fine dell' anno scorso dalle denunce di due ragazze, stanche di essere sfruttate. Alcuni dei clienti (fra i quali i professionisti calabresi) sono stati denunciati per favoreggiamento.

 
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